Home Approfondimenti Culturali ABBAZIA DI GROTTAFERRATA…NON TUTTI SANNO CHE

ABBAZIA DI GROTTAFERRATA…NON TUTTI SANNO CHE

di snanis


Chi mastica un po’ di storia conoscerà di certo la leggenda legata alla fondazione della nostra abbazia: nel 1004 il monaco Nilo al termine del suo viaggio verso Roma ne volle la costruzione sui ruderi di una villa romana dove appunto, secondo la leggenda, gli era precedentemente apparsa la Madonna. Però non tutti sanno che oltre alla nostra cara abbazia, in Campania a Rofrano ne esiste un’altra dedicata a Santa Maria di Grottaferrata. Quest’ultima fu costruita tra l’VIII e il IX secolo e inizialmente era intitolata solo alla Vergine. Anch’essa fu edificata per volere della Madonna e anche per la chiesa di Rofrano esiste una leggenda: alcuni contadini trovarono una statuina della Vergine in una sterpaglia, la presero, la posero tra le pietre per proteggerla e la illuminarono e decisero di costruire là una piccola cappella. Le fondamenta scavate di giorno però durante la notte si riempivano di nuovo di terra, così implorarono la Vergine di dire loro dove dovevano scavare. Nella notte del 15 agosto una forte nevicata indicò ai contadini non solo il luogo dove la chiesa sarebbe  dovuta sorgere ma anche la maestosità della costruzione. E’ però nel 1131 che le storie delle due abbazie realmente si incrociano quando il re Ruggero II decide di concedere a Leonzio, abate di Santa Maria di Grottaferrata, la chiesa di Rofrano. Fu così che gli abati della cittadina criptense ottennero la giurisdizione spirituale e civile su Rofrano. Una lapide ancora conservata nel museo dell’abbazia riporta la scritta voluta dall’abate Nicola II :” Assunsi la carica di egumeno io, Nicola, signore di Grottaferrata e di Rofrano”. E il successore Nicola III, in alcuni documenti, è definito rufranites, ossia rofranese. Tutto questo ci testimonia lo stretto rapporto tra le due cittadine. Le loro strade però si dividono. Nel 1476 infatti il feudo viene prima acquistato dal diplomatico Aniello Arcamone per poi passare nel 1490 nelle mani del conte di Policastro Giovanni Carafa. Quest’ultimo trasforma il monastero nel proprio palazzo e si arroga la giurisdizione spirituale del paese. Alla fine del 1500 poi grazie all’intervento di Silvio Galassi, Commissario Apostolico di Gregorio XIII, Rofrano fu aggregata alla diocesi di Capaccio. Ed è proprio in questi anni che i destini di Grottaferrata e di Rofrano si incrociano nuovamente. Quando infatti il Galassi, in visita alla chiesa, riscontrò la presenza di un’antichissima icona della Beata Vergine Maria, probabile copia dell’icona venerata nell’abbazia greca di Grottaferrata, la chiesa di Rofrano fu intitolata anch’essa a Santa Maria di Grottaferrata.

Stefania Viceconti

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