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COME NASCE L’IDEA DEL LIBRO?

di snanis


Nel corso degli anni, (svolgo la professione dal 1990), mi è capitato più volte di trovarmi di fronte ad imprenditori o futuri imprenditori che hanno avviato la propria attività senza porsi difronte a delle scelte da fare in modo consapevole senza aver preso coscienza di quale si ala forma più adatta al proprio business.

Si sono confrontati con il commercialista o con il consulente solo dopo aver aperto la partita iva, senza aver pianificato e programmato con loro sotto quale forma svolgere l’attività per sfruttare i vantaggi fiscali che puoi con alcune di esse.

Ancora, il libro nasce per rispondere a quesiti come: cosa sapere prima di aprire una partita iva? Quali sono i passi da fare? Perché creare una società? Quali i costi da sostenere? Quali gli adempimenti fiscali? E altri ancora.

Ritengo sia un valido strumento per confrontarsi “ad armi pari” con chi si occupa di attività commerciali: i commercialisti e i fiscalisti, innanzi tutto.

L’uso di internet aiuta a trovare moltissimi risultati alla domanda “come aprire una partita iva”, ma ha tutte le risposte? Dopo la ricerca non hai le idee ancora più confuse? Ha risolto tutti i tuoi dubbi?
Aumenteranno ulteriormente i vostri dubbi di futuro imprenditore o imprenditrice.

Utilizzare questo libro può allora essere un valido aiuto per fugare ogni dubbio. L’intento è informare e favorire una maggiore consapevolezza sulla materia. In fondo cerchiamo tutti di non commettere errori, di risparmiare tempo e denaro, e di evitare il fallimento dell’idea di business, il tutto utilizzando un linguaggio semplice, diretto e senza tecnicismi.

Nel libro si parla principalmente di commercio e del suo sviluppo, della sua nascita, della evoluzione della contabilità, del sistema tributario dall’unità di Italia sino ad oggi, del sistema economico e fiscale, per poi trattare in modo specifico la questione relativa alle Società a Responsabilità Limitata – le S.R.L..

Infine, ci sono anche delle “dritte” “giusti suggerimenti” che illustreranno nel concreto cosa si deve tenere in conto se si vuole operare in determinati segmenti commerciali, oltre a tabelle che evidenziano le principali differenze tra le varie forme disponibili per aprire una partita iva con i costi di avviamento e di gestione per ognuna di loro.

QUANTO È DIFFICILE ESSERE IMPRENDITORI OGGI?

Non credo che oggi sia più difficile di quanto lo fosse in passato, diciamo che è molto diverso!!

In un momento storico come quello legato alla pandemia abbiamo assistito a una grossa crisi per molti imprenditori, così come sul fronte professionale, sono cambiati i termini, le modalità, le entrate economiche; sono cambiati i canali, i mezzi e le linee comunicative. 

I cambiamenti ci sono sempre, è vero, ma una crisi di questa portata ci ha costretto a fare i conti con tanti e veloci cambiamenti avvenuti tutti nello stesso momento. La pandemia ci ha spaventato, ci ha costretti a rimboccarci le maniche, qualche volta a pensare di abbandonare; le crisi personali nella propria attività si vivono quotidianamente, anche slegate da un evento catastrofico di grandezza mondiale. La crisi ha cambiato totalmente il modo fare impresa, e non credo che si tornerà indietro,

il commercio come lo abbiamo vissuto fino ad ora andrà sempre più sparendo, in luogo di quello di prossimità, si è sviluppato in modo prepotente quello online, così come diverso è il modo di offrire i servizi alla propria clientela, ogni azienda per competere deve affrontare il cambiamento digitale trasformando il modo in cui i propri beni e servizi vengono venduti e su come operare il grande cambiamento della propria comunicazione. Occorre quindi trasformare il processo inserendo strumenti digitali dentro un modello di business tradizionale, sviluppando servizi innovativi per rispondere alle esigenze dei consumatori, aprendo nuovi mercati.

Avere una strategia digitale efficace permette all’azienda di migliorare e valorizzare la propria visibilità, risparmiare tempo e risorse, scegliere canali e strumenti idonei. In tutto questo il ruolo del commercialista partner evolutivo può divenire oltre che partner propositivo del proprio cliente, consulente strategico.

Secondo Albert Einstein:

“La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato”.

 

QUALI CARATTERISTICHE SI DEVONO AVERE PER DIVENTARE IMPRENDITORI AFFERMATI?

Gli imprenditori e le loro attività variano molto a seconda dei loro obiettivi individuali, del settore, del prodotto o del servizio offerto. Tuttavia, le caratteristiche degli imprenditori di successo sono estremamente simili, indipendentemente dall’impresa. In quanto persone intraprendenti a cui viene richiesto di essere un po’ dei tuttofare, gli imprenditori devono possedere molteplici capacità, abilità e tratti di personalità. Per prima cosa l’imprenditore deve avere passione, l’entusiasmo verso il suo progetto d’impresa è ciò che da spinta per andare avanti anche di fronte ad ostacoli e pause che inevitabilmente si manifesteranno.

Deve essere empatico, questo gli permetterà di entrare in sintonia con gli altri, creando quindi le migliori strategie commerciali, così come importantissimo è saper comunicare, con i investitori, clienti, fornitori e tutti gli altri stakeholder. Deve saper accettare le critiche, non viverle come attacchi personali ma come feedback costruttivi. Un buon imprenditore sa che non si può fare tutto da soli se si vuole portare l’azienda al successo. Deve avere un pensiero creativo. Essere determinato e disciplinato. Flessibile e proattivo, deve saper prendere l’iniziativa e anticipare eventuali problemi con delle soluzioni, ma soprattutto, secondo me, deve avere una visione. Un imprenditore di successo sa cosa vuole raggiungere e cosa serve per raggiungerlo. In una sola frase, deve essere un leader e non un capo.

L’ECONOMIA SENZA ETICA È DISECONOMIA. IL PENSIERO DI TONIOLO, È ATTUALE IL SUO PENSIERO?

Un sistema economico che non considera l’integrità morale dei suoi protagonisti come uno dei valori fondamentali del sistema stesso è destinato a fare acqua da tutte le parti. L’economia si trasforma in diseconomia e in disutilità sociale. Don Sturzo

Non esiste alcuna attività umana senza una profonda dimensione etica-antropologica, perché altrimenti la civiltà implode e si rivolta contro l’uomo. Giuseppe Toniolo

Non posso che fare mie queste due citazioni, il tema è sempre più attuale, L’uomo d’oggi si presenta ricco di strumenti, ma povero di fini e di valori. I “numeri” finiscono per prendere il posto degli uomini specie dei più deboli e quindi più bisognosi di stato sociale. Alle frontiere politiche tra gli stati, altre se ne affiancano altre a livello sociale ed economico. Trattasi di frontiere mobili, invisibili sulle carte geografiche, ma materializzate nella divisione del lavoro, negli assetti urbani, nelle regolamentazioni amministrative.L’esclusione è oggi un grande dramma e una grande paura. Gli esclusi non possono prendere parola, non possono cooperare, non hanno parte nello scambio sociale. Lo scambio di mercato poggia sull’interesse personale e si propone l’uso efficiente delle risorse impiegate per produrre. La redistribuzione delle risorse, fondata sull’autorità e sull’obbligo, si propone l’equità. La reciprocità si propone il consolidamento delle relazioni sociali, alimenta il capitale sociale che sempre più si rivela fattore di competitività complessiva. Il dono genera l’alleanza tra le persone, promuove la fiducia, la cooperazione, l’amicizia, la solidarietà, la libertà. Il dono non è qualcosa per l’altro ma con l’altro. In questa ottica la solidarietà costituisce un passaggio fondamentale. Occorre però non fare di ogni erba un fascio. C’è una solidarietà meramente compassionevole, assistenziale, passiva. Riconosce l’esistenza di situazioni di disagio, di povertà, di squilibrio. Cerca in qualche modo di addolcirle, di mitigarle con erogazioni private o pubbliche, senza però mettere in discussione le cause di tali situazioni. Non si crea un rapporto di fiducia con l’altro, questo rimane uno sconosciuto, senza un volto da guardare. C’è invece una solidarietà attiva, partecipativa.  Essa è il prodotto di azioni personali e collettive finalizzate alla rimozione delle diseguaglianze, all’aumento della democrazia a livello politico, economico, sociale, all’allargamento degli spazi non solo di autodeterminazione ma anche di autorealizzazione. La solidarietà attiva e partecipativa può manifestarsi secondo tre modalità tra di loro strettamente connesse. La prima, quando rinunciamo a una parte del nostro potere per donarlo a chi potere non ha. La seconda, quando usiamo del nostro potere per ottenere vantaggi per chi si trova in situazione di precarietà. La terza, quando ci impegniamo per creare le condizioni affinché tutti possano realizzare, valorizzare le proprie potenzialità. Con altre parole abbiamo bisogno di una economia multidimensionale, in grado di assumere una molteplicità di criteri oltre alla crescita del Pil. Che il Pil non sia in grado di esprimere compiutamente il benessere di un paese rappresenta ormai un convincimento largamente condiviso. Nel 1968 Robert Kennedy affermava che “il Pil misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta”. Come dargli torto??

QUANTO TI STIMOLA LA TUA PROFESSIONE?

Professionalmente è un bel momento, ricco di soddisfazioni malgrado negli ultimi due anni abbia avuto veramente poche pause, il lavoro fatto negli ultimi 5 anni sta dando i suoi frutti, collaboro con importanti studi sia come formatore che come consulente esterno. Fare il relatore in convegni dell’Ordine per l’aggiornamento continuo di colleghi è motivo di orgoglio e soddisfazione, faccio parte di una delle commissioni di studio più importanti e attive dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Roma, e vivere la professione a stretto contatto di gomito con colleghi affermati e titolari di grandi studi non può che farmi crescere professionalmente.

Aiutare gli imprenditori a far crescere e sviluppare il loro business è da sempre la mia mission, e farlo in questo momento così difficile è uno stimolo senza uguali. Mettersi a disposizione degli imprenditoririspettando un codice etico e una deontologia che come dicevamo prima restano valori imprescindibili, da una soddisfazione senza uguali. Predisporre insieme al futuro imprenditore il programma, suggerirgli le linee guida da seguire, pianificare insieme le strategie e monitorarne i risultati fanno di questa professione “un lavoro bellissimo”, raggiungere insieme i risultati fissati da una soddisfazione immensa.

Infine il miglioramento continuo, come uomo e come professionista, è il punto fisso che mi spinge ogni giorno.  

OBIETTIVI PER IL FUTURO?

Continuare a seguire i miei clienti uno ad uno con consulenze personalizzate, niente di standardizzato, ogni cliente è unico così come unica e diversa da ogni altra è la sua impresa, mi sento un po’ come un sarto che prepara un abito su misura e costantemente misura e corregge se del caso le scelte fatte insieme al suo cliente.

Il 2022, secondo me sarà l’anno di svolta per molti commercialisti, la nostra professione sta cambiando molto e molto in fretta, il commercialista 2.0 dovràmuoversi sia direttamente, che con l’ausilio di partnersspecializzati, dovrà fare rete con i colleghi, il commercialista solitario, non andrà da nessuna parte, per come la vedo io, ed è proprio per questo che da tempo ho iniziato una serie di collaborazioni e partnership. Occorrerà essere pronti alla digitalizzazione delle aziende, per semplificare e risparmiare utilizzando la tecnologia con soluzioni diverse a seconda delle proprie necessità. Evolversi nell’era digitale significa sfruttare le opportunità offerte dalla tecnologia in modo da aumentare le performance. La transizione digitale non è riservata ai soli grandi studi professionali, ma al contrario, è alla portata anche dei più piccoli, come il mio studio, poiché il futuro apparterrà non ai più grandi ma ai più agili con la giusta mentalità, almeno così spero!!! Continerò a sviluppare un approccio proattivo che mi permetta di restare aggiornato sulle più recenti opportunità tecnologiche da suggerire a una clientela in cerca di supporto, sto infatti seguendo un master universitario molto impegnativo su un argomento nel quale credo molto: “Blockchain e criptoasset” con le sue diverse applicazioni nel business.

Le PMI devono essere aiutate a governare l’innovazione e il commercialista in questo deve essere uno stratega di questa evoluzione, per trasformare i propri servizi in servizi orientati allo sviluppo, più che all’assistenza di base. Il commercialista sarà il punto di riferimento per i propri clienti, in un mondo in continua evoluzione tecnologica e culturale, e non solo un esperto in campo contabile e fiscale, offrire servizi a valore aggiunto. Questo il mio primo obiettivo per il futuro.

Ancora, a dicembre sono diventato Revisore in un comune in provincia di Frosinone, questo incarico di responsabilità, mi impegnerà non poco, ma sarà un’opportunità per approfondire ancor di più lo studio delle norme e delle procedure degli Enti locali, che già da diversi anni stavo affrontando. Farò poi parte di un team di professionisti che si occuperanno della ristrutturazione aziendale a 360° di una grande azienda e, infine, a gennaio dovrebbe partire una mia rubrica settimanale sui social con video sia formativi che informativi in materia fiscale, contabile e aziendale.

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