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Elezioni di Medio Termine in USA

di snanis

Potrà non essere simpatico questo Trump. A me, personalmente, non lo è. Tuttavia, il governare bene un grande Paese come gli USA, ed i risultati raggiunti nei diversi ambiti della “res pubblica”, assumono un’altra rilevanza rispetto alla simpatia. Dalle urne delle elezioni di medio termine emerge,salda, la maggioranza dei repubblicani al Senato. Il placet degli elettori verso il Presidente Trump lo si deve a quanto dimostrato in politica estera con la stabilizzazione in estremo oriente, a seguito degli accordi con la Corea del Nord. Implementata appare la sicurezza interna. Gli attacchi politici dovuti a presunti coinvolgimenti della Russia nelle elezioni presidenziali non sembrano scalfire il “Donaldone” nazionale. A fortiori, la conferma della bontà dell’operato di Trump la si evince dai dati macroeconomici, imbarazzanti quanto a positività. Solo nel mese di ottobre gli indici azionari hanno palesato una correzione; dovuta alle tensioni commerciali con la Cina. I rapporti con questo altro gigante dell’economiasaranno oggetto di un vertice bilaterale a margine del G20 previsto in agenda a fine novembre. Le prospettive circa l’esito dell’incontro sono buone. I conti societari delle grandi compagnie sono formidabili. Immutata è la fiducia dei risparmiatori i quali continuano ad investire sistematicamente nei titoli di debito sovrano; alla ricerca di una sicurezza che viene fornita proprio dalla solidità dei conti pubblici. Forti dei 20.000 miliardi di dollari di “Treasury” detenuti in garanzia, le banche americane insistono col supportare l’economia concedendo finanziamenti alle aziende ed alle famiglie. Vengono cosìsostenuti i consumi, a tutto vantaggio dell’occupazione. Il tasso dei disoccupati in USA è solo del 4%, in Europa del 6,8%, quanto all’Italia è preferibile stendere un velo pietoso, l’ennesimo. Confortata dai dati fattuali, appare forte la sensazione che per riuscire a scalzare l’attuale establishment statunitense ci vorrà ben altro che l’antipatia “ad personam”.

​​​​​​​​​​DAVID ROBERTS

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