Home Approfondimenti Culturali FRANCO D’UFFIZI ED IL NUOVO CENTRO SINISTRA. QUEL RICHIAMO AD ENRICO BERLINGUER.

FRANCO D’UFFIZI ED IL NUOVO CENTRO SINISTRA. QUEL RICHIAMO AD ENRICO BERLINGUER.

di snanis

La Redazione  di Argomenti ha intervistato il Consigliere Comunale Franco D’Uffizi, carattere spigoloso ma idealista, per un nuovo centro sinistra.
Consigliere Comunale, il globo vive una pandemia, purtroppo ci troviamo dinanzi al dilagare della povertà. Come vive tale situazione?

Questa pandemia arrivata così all’improvviso ha stravolto le abitudini del nostro vivere quotidiano fino a farci render conto che il consumismo accelerato che vivevamo precedentemente non era l’esigenza primaria dell’uomo. In tutte le guerre c’è chi si impoverisce e chi si arricchisce e anche le pandemie possono esser considerate delle guerre. Sembrerà paradossale ma questa esperienza – che sicuramente ci ha tolto tantissimo, prima fra tutto la libertà – ha messo in luce qualcosa che mi ha dato tanta forza, tanto coraggio e tanta speranza per il futuro: la grande solidarietà del popolo Italiano e, in primis,  dei cittadini e commercianti frascatani, che hanno contribuito con donazioni di derrate alimentari ad aiutare finora 130 famiglie che vivono un momento di difficoltà. Tuttavia mi preoccupa il domani dei nostri figli ai quali già stavamo lasciando un futuro poco roseo ed è indubbio che questa pandemia ha peggiorato e reso notevolmente più grigie le speranze di avere un mondo di qualità. Il mio punto di vista è che il consumismo sfrenato, con cui convivevamo magari non sempre in modo consapevole, non fosse una priorità assoluta; sono certo che il virus ci ha lasciato un grande insegnamento e cioè che dobbiamo migliorare il rapporto con il pianeta partendo dall’idea che le pandemie dipendono dai nostri comportamenti distruttivi. La natura – che oggi vediamo riappropriarsi dei propri spazi – va rispettata. Sono  per un futuro più ecologico. Credo, in definitiva, che il rispetto per l’ambiente e la pace nel mondo siano le cose di cui abbiamo realmente bisogno.

Il suo percorso politico, nasce nella Sinistra ed è nota la sua ammirazione per Enrico Berlinguer. Quanto Le manca  quel tipo di politica?

Mi considero da sempre un uomo di Sinistra, perché della Sinistra ho sposato i valori di base, come il rispetto per l’ambiente di cui parlavo. Sono un profondo sostenitore dell’antifascismo, poiché ritengo il fascismo, come tutti i regimi totalitari, una delle più grandi piaghe della storia dell’umanità – non solo d’Italia – assolutamente contrario sia all’ideologia che al regime di governo; credo nella pace come strumento di convivenza tra i popoli e mal digerisco gli atteggiamenti di odio e di ostilità di certa politica di destra anche dei nostri giorni; sostengo un’idea di uguaglianza sociale, che significa stare dalla parte dei più deboli garantendo loro non solo un’esistenza dignitosa ma anche la possibilità di un riscatto per ribaltare la propria condizione di vita.

Indubbiamente da ragazzo ero molto più sanguigno e molto più schierato: leggevo solo testate di sinistra ed accettavo solo le opinioni di coloro i quali la pensassero come me. Oggi, proprio grazie all’esperienza politica, ho maturato alcune capacità e fondamentalmente ho cambiato la mia modalità relazionale: ascolto tutti cercando di analizzare le questioni in modo obiettivo poiché ho imparato che è dal confronto con l’altro che si traggono spunti interessanti, anche e soprattutto da chi non la pensa come noi. Tuttavia in politica non mi sento un moderato! A volte non sono prudente e misurato e il mio carattere sanguigno prende il sopravvento! Probabilmente arriverà un’ulteriore maturazione… sicuro è che dire quello che si pensa in politica, alcune volte, si paga. Ma al di là della spigolosità del mio carattere, vado avanti con una stella polare che mi guida: il bene comune. Apprezzo Berlinguer e molti altri politici della Prima Repubblica che avevano per la maggior parte un grande spessore culturale e una grande personalità. La politica è cambiata e anche il mondo è stato completamente trasformato. Oggi si privilegia molto l’apparenza a scapito della sostanza. Nel periodo della Prima Repubblica c’era tanta gavetta da fare, un lungo cammino nelle retrovie, una crescita, lo studio per scalare la gerarchia all’interno dei partiti: questo alzava molto il livello di competitività e la difficoltà per arrivare ai vertici. E il livello della politica era alto…

Attualmente sta collaborando con il Coc (organo interno agli Enti Locali per affrontare situazioni emergenziali); purtroppo nella città di Frascati stanno aumentando i fabbisogni alimentari della cittadinanza. Come vive tale situazione?

Ho accettato la proposta del Sindaco perché credo che in certi momenti sia necessario mettere da parte le beghe politiche: mi sento molto ‘Frascati-centrico’ e sia lo stato di emergenza sia il senso di responsabilità mi hanno portato a riconsiderare il mio ruolo politico nell’ambito di questa Amministrazione e a mettere a disposizione la mia voglia di lavorare per la città.

Quella del COC è un’esperienza che arricchisce sotto moltissimi aspetti; al riguardo vorrei spostare l’attenzione ancora una volta sulla generosità e la solidarietà mostrate da cittadini, commercianti e dalle tante aziende private che ci hanno aiutato a reperire derrate alimentari da donare ai nostri concittadini che in questo momento sono più fragili.

Tante persone sono in difficoltà, ma con le misure governative, regionali e l’attività di tutti i volontari del territorio, abbiamo cercato di tamponare il grave disagio creato da questo subdolo e silenzioso virus.

L’emergenza non è finita, ci sono tante attività in crisi e penso che ci vorrà molto tempo per la ripresa economica: non dobbiamo abbassare la guardia, dobbiamo, anzi, rispettare le misure previste dal DPCM e attendere altri interventi del Governo e della Regione che sicuramente daranno sostegno delle fasce più deboli.

Sicuramente alle prossime elezioni politiche il Partito Democratico sarà da una parte ed Italia Viva, Partito dell’attuale Sindaco, in contrapposizione al PD. Si riunirà il centro sinistra?

Oggi voglio pensare ed impegnarmi soltanto nel dare il mio contributo per la lotta a questo virus. C’è ancora molto da fare. Per le elezioni politiche mi auguro di tornare al bipolarismo e alle preferenze, una soglia al 5% e una nuova legge elettorale non approvata a colpi di fiducia o basata sulla percentuale di voti dei Partiti. Basta con tutte queste frammentazioni, abbiamo bisogno di una legge elettorale che garantisca la governabilità a chiunque dovesse vincere le elezioni. A livello locale invece, credo ancora nel civismo basato esclusivamente sull’interesse per la città; nello stesso tempo sono a disposizione di chiunque abbia voglia di riunire il centro sinistra, in modo compatto, e che si riconosca in un solo candidato Sindaco.

Viene definito un carattere spigoloso. Chi è il vero Franco D’Uffizi?

Non è questione di spigolosità. “Le persone con carattere hanno sempre un cattivo carattere”. Credo di avere le idee chiare su molte cose. Sono abituato ad essere fattivo, pratico. Mi piace lavorare intensamente, senza risparmiarmi mai. E sono pronto a sacrificarmi perché credo in quello che faccio, consapevole che la mia azione è indirizzata al raggiungimento di un interesse generale. Oggi  la politica richiede l’impiego di tempo e risorse che spesso scarseggiano. Oggi si fa politica solo per passione e non mi si può chiedere, ad un certo punto, di modificare la mia natura se quella passionalità viene scambiata per altro!

Da genitore, con un figlio adolescente, consiglierebbe a suo figlio di rimanere a vivere, studiare e lavorare in Italia o gli direbbe di lasciare l’Italia per l’estero?

 Da genitore accetterò qualsiasi decisione dovesse prendere. Certamente lo vorrei sempre accanto, ma si sa, i giovani sono figli del mondo e devono inseguire i loro sogni dovunque sentiranno di andare.

Obiettivi per il futuro?

 Da pragmatico ho un obiettivo immediato: tornare quanto prima alla normalità pre-Covid, con una modalità meno all’insegna del materialismo, più serena e rispettosa della natura,  magari avendo sempre un impegno extra lavorativo, una passione appunto; e se non sarà la Politica sarà altro.  Ma mai fermarsi!

Grazie Direttore.

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