Home Approfondimenti Culturali GIORGIA DI PAOLA RACCONTA I SUCCESSI ASD ATLETICA FRASCATI

GIORGIA DI PAOLA RACCONTA I SUCCESSI ASD ATLETICA FRASCATI

di snanis

Il 2018 è stato un anno di successi per l’ASD Frascati Atletica, in continuità con una tradizione ed una storia che ha visto crescere a Frascati molti atleti di livello nazionale e internazionale, una storia la cui origine ebbe inizio nel 1972 con la prima fondazione di una società di atletica a Frascati da parte di mio padre, il prof. Sandro Di Paola, ancora oggi insieme alla sottoscritta allenatore sul campo , che è la cosa che ama fare di più al mondo, passione che è riuscito a trasmettermi oltre alle conoscenze di carattere teorico e pratico sulla metodologia dell’allenamento.

Una scuola tecnica che continua a dare risultati di spessore, solo in quest’ultima stagione 2018 sono stati portati a casa: 5 titoli italiani, 2 convocazioni in maglia azzurra per i Campionati Europei Allievi in Ungheria, una convocazione in azzurro per le Olimpiadi Giovanili di Buenos Aires, e questo solo con due atleti, due ragazzi nati e cresciuti nel vivaio frascatano, ovvero il mezzofondista Francesco Guerra e l’ostacolista Giulio Luciani. Oltre ai numerosi titoli di Campione Regionale e i piazzamenti di spessore ai Campionati nazionali e nelle liste nazionali di diverse categorie di molti atleti tra cui Francesca Amadori, multiplista e top ten nelle liste nazionali del giavellotto, Alexandru Ciumacov, mezzofondista nella top ten di categoria nei mt 3000 siepi, e ancora i mezzofondisti  Federico Tramontozzi, Nicolas Pavoni, Giorgio Saddi, solo per citarne alcuni, oltre alle giovani leve, gli Under 16 Francesco Grieco, Ambretta Guerra, Giorgio Di Nicola, autori di un’ottima stagione , quindi i giovanissimi delle nostre scuole di atletica che continuano a dar lustro al nome di Frascati nell’atletica provinciale e regionale.

Dietro i risultati di spessore di questa stagione c’è il lavoro che procede da un impegno quotidiano che non tutti vedono, ma che si costruisce attraverso l’interazione costante tra atleta e allenatore, l’impegno reciproco a cercare nuovi stimoli e mezzi per poter mettere ciascun atleta nelle condizioni di crescere con il tempo, laddove l’allenamento è fondamentale, ma altrettanto lo è la capacità di vedere un progetto, un sogno, un obiettivo. Che l’obiettivo sia la maglia azzurra o la semplice volontà di trasformare se stessi in un atleta o stabilire il proprio record personale, è comunque e sempre fondamentale  perseguire nuovi scopi.

Sono fermamente convinta che dietro ogni grande successo ci siano fattori fondamentali che vanno oltre la programmazione tecnica e l’allenamento, che è assolutamente fondamentale, ma spesso non è scienza esatta, poiché esistono dinamiche interiori, aspetti motivazionali altrettanto essenziali, che possono essere diversi per ciascuno dei nostri atleti. Per dirla con le parole di colui che per me è una delle figure di riferimento dello sport mondiale, la leggenda Muhammad Ali, il quale a proposito dei campioni diceva : <<Si costruiscono dall’interno, partendo da qualcosa che hanno nel profondo: un desiderio, un sogno, una visione. Devono avere l’abilità e la volontà. Ma la volontà deve essere più forte dell’abilità.>>. Mi piace pensare che attraverso lo sport i nostri ragazzi diventino capaci di sognare, che imparino attraverso l’atletica a gestire le proprie emozioni di successo e di sconfitta, di voglia di migliorare, perseveranza e volontà di esprimere se stessi al massimo, qualità che sono insegnate dall’atletica, ma che sono fondamentali anche nella vita.

A chi ci domanda perché consigliare ad un figlio di praticare l’atletica leggera:

Innanzitutto poiché l’atletica , come “regina” degli sport, è una disciplina motoria fondamentale per lo sviluppo del benessere fisico  dei giovani e sarebbe non sono consigliabile ma necessario che ciascun giovane in età scolare svolga un’attività motoria di base.

Ma oltre a questo perché l’atletica non è solo attività motoria di base per molti giovani e giovanissimi ragazzi, ma anche e soprattutto  momento di socializzazione, perché in campo si costruiscono amicizie e legami che spesso resteranno presenti nel ricordo per tutta la vita, e la memoria di quegli allenamenti e fatiche condivise, di alcuni momenti di vita vissuta sul campo con i compagni di allenamento, sono certa che restino nella memoria di tutti coloro che in qualche modo sono stati parte da giovane di un gruppo di allenamento.

Questi momenti ripagano di ogni singola fatica, che come spesso dico ai ragazzi è una “fatica bella”, di quelle che fanno star bene e che servono a crescere.

Detto ciò inutile negare che l’atletica sia uno sport duro, il più universalmente praticato al mondo, basti pensare che alcune tra le nazioni più povere al mondo, penso soprattutto a paesi come il Kenya, Etiopia, Eritrea siano non solo nazioni nei quali è praticata l’atletica, corsa di mezzofondo e fondo prevalentemente, ma da alcuni anni a  questa parte anche  altre discipline dell’atletica, ma siano anche le nazioni più forti al mondo e pluri-medagliate. Senza nulla togliere agli altri sport resta ancora piuttosto difficile vedere impegnato un keniota nel fioretto o nella sciabola o nel tiro al volo, non me ne vogliano gli appassionati di scherma e di tiro.

Questa non non vuole essere una scusante al fatto che da anni stentiamo a conquistare medaglie a livello internazionale,  poiché la storia dell’atletica italiana è ricca di nomi di illustri italiani che l’hanno portata sul tetto del mondo: il grande Pietro Mennea, Livio Berruti, Sara Simeoni, Gabriella Dorio, Salvatore Antibo, solo per citarne alcuni. Ma questo solo per dire che una medaglia nell’atletica a livello mondiale è veramente una medaglia vinta tra tutte le nazioni del mondo e per crescere ci sarebbe bisogno di investire veramente nell’atletica, a partire dalle strutture sportive presenti sul territorio nazionale, il più delle volte vetuste , usurate o completamente assenti, dalla professionalizzazione delle figure degli allenatori, spesso volontari o scarsamente retribuiti  da società di atletica che vivono di quote di iscrizione dei propri tesserati, che salvo rarissimi casi possono contare su cospicui investimenti di sponsor o privati. Far crescere il proprio vivaio giovanile e portarlo a risultati di spessore nazionale non è un impresa facile poiché si deve far fronte a una serie di difficoltà, imprevisti, infortuni, in maniera quasi totalmente autonoma e questo è oggettivamente l’aspetto più difficile del nostro ruolo di allenatore.

Il caso del Comune di Frascati purtroppo conferma e non si discosta da un modello di amministrazione comunale  che ha ignorato le esigenze dell’atletica leggera, se pure questa sia praticata con risultati di livello.  Sappiamo benissimo che per quattro lunghi mesi a Frascati ci è stato impedito l’accesso al campo 8 settembre per motivi che conosciamo, ovvero il rifacimento del manto di calcio, ebbene questa situazione ci ha provocato problemi di non poco conto nella gestione degli allenamenti , privati non solo della pista ma anche di tutte le attrezzature, pedane dei salti, ostacoli, ma anche e soprattutto per il rischio infortuni che possono essere causati dal correre quotidianamente sull’asfalto e tra i tornanti di un parco pubblico come quello di Villa Torlonia. Mi ero ripromessa di non essere polemica sulla questione del campo, ma è chiaro che non possiamo essere soddisfatti della gestione di questi lavori, che ricordiamo hanno riguardato il rifacimento del solo manto erboso per il calcio, a dimostrazione che non c’e stata da parte del comune di Frascati e nonostante i risultati di spessore dei nostri atleti una considerazione effettiva delle urgenze e delle necessità anche dell’atletica leggera, che si continua a praticare su una pista che ha 13 anni di età de è oramai indurita e cristallizzata dall’usura del tempo.

Ci auguriamo che per il futuro l’amministrazione comunale sia in grado di rispondere alle urgenze  ed alle necessità non solo del calcio, ma anche dell’atletica, perché i nostri ragazzi lo meritano, ed hanno tutto il diritto di poter svolgere il loro sport nella migliore delle condizioni.

Con questo chiudo e ti ringrazio a nome mio e della ASD Atletica Frascati per l’occasione concessami di poter parlare di atletica, di quello che facciamo da tanti anni a questa parte e che speriamo di poter continuare a fare nei migliori dei modi.

Giorgia Di Paola

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