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HERIBERTO RICOTTINI SI CONFRONTA CON LE GENERAZIONI PASSATE, ATTUALI E  FUTURE

di snanis

HERIBERTO RICOTTINI SI CONFRONTA CON LE GENERAZIONI PASSATE, ATTUALI E 
FUTURE. PARLA DELLA SOCIETA’ LIQUIDA DI BAUMAN, GIOVANNI PAOLO II ED EUROPA

La Redazione di Argomenti, ha intervistato il Preside dell’ Istituto Kennedy di Frascati. Ascoltare il Preside Ricottini è sempre un arricchimento culturale.

Il caso Desirèe, divenuto un caso nazionale. Giovani i quali sono sempre più smarriti, anni come insegnante ed ora Dirigente scolastico, cosa pensa di questo caso ed il suo contatto con i giovani?

E’ doloroso il caso, è dolorosa la storia così come è doloroso vedere i giovani dolorosamente soli. Purtroppo non sono i giovani ad essersi smarriti, ma anche i genitori. A volte non si trova più l’orizzonte di senso, non capire più quanto avviene e dove si sta andando. Dobbiamo partire da lì. Perdersi, bisogna prima essersi trovati. La fine del 900 con inizio del 2000, definito il secolo breve  in realtà è stato un secolo assolutamente liquido, come affermava Bauman, maestro di tutti noi. Un liquido prende la forma di un contenitore, purtroppo invece qui non c’è un contenitore capace. Le agenzie di socializzazione come la Chiesa, la famiglia, la scuola, sono pressoché quasi crollate. La famiglia è crollata perché siamo passati dalla famiglia tradizionale del ‘900 alla famiglia moderna, al singolo che si accompagna. Anche psicologicamente manca la capacità di costruire, quello spirito di abnegazione che non è soltatnto retorica, ma anche da un punto di vista fisiologico. La concentrazione è molto minore, la fatica si sopporta meno facilmente, è cambiato il nostro sistema.

Le differenziazioni tra le generazioni di ieri e quelle attuali?

I giovani sono sempre i giovani, sempre all’avanguardia con le loro fragilità, pochezze, carenze. Diciamo che al giovane si può giustificare tutto, perchè sono sempre giovani. Debbono reperire gli strumenti da noi adulti e metterli in pratica. Cosa è cambiato? Una cosa che è cambiata, in quanto tutti sostengono che i giovani abbiano perso il rispetto, penso che invece del rispetto, i giovani abbiano perso la fiducia per il rispetto nel senso la fiducia di affidarsi. Prima il giovane voleva essere diverso e si affidava all’adulto, oggi il giovane sente di non avere un adulto a cui affidarsi e questa solitudine gli ha creato una realtà senza tridimensionalità, una realtà in bianco e nero, i giovani oggi vivono e fanno le loro scelte in una realtà senza tridimensionalità e senza colore. Una volta i giovani facevano scelte anche sbagliate, cercavano la loro autonomia anche a forti tinte ma la loro vita aveva un colore, oggi non c’è più il loro appoggio. Ho letto che un collega dell’ Università la Sapienza, parlava del giovane che ha perduto il rispetto per l’anziano, credo che non sia giusto dire questo. Il giovane ha perso la fiducia, se oggi il giovane ironizza nei confronti dell’anziano è perché non percepisce più di quanto possa imparare dall’anziano e quindi ancora una volta il giovane è una vittima, non è responsabile in quanto il giovane è giovane. Noi siamo adulti e sta a noi correggere i giovani. L’importante è essere sempre presenti. Non bisogna avere grandi qualità e grandi doti per fare l’insegnante,l’educatore e genitore, l’importante è avere coerenza, volontà ed amore.

heriberto ricottini

Le future generazioni. La famiglia tornerà a svolgere il ruolo di famiglia o si proseguirà con la società liquida?

Il futuro sarà un futuro diverso, in quanto la nostra società è sempre più spinta verso un modello multietnico. Si parla di accoglienza, si parla di tante cose, ritengo siano superate in quanto con  la
globalizzazione determinati fenomeni avvengano malgardo la volontà e l’interesse di chi sta a guardare. La globalizzazione è un fiume in piena e così oggi questa mescolanza di etnia è un fiume in piena, non
c’è possibilità politica di fermare questo fenomeno, si può tamponare ma non fermare. Si possono creare delle tecniche tutelative proprio per l’identità ed il rispetto culturale. Il concetto di famiglia, dovrà scontrarsi verso diversi modelli etnici, non più generazionali e di un’unica cultura, verso diversi modelli di culture diverse e noi siamo diverse generazioni di DNA che portiamo dentro. La cultura che noi
produciamo, deriva da tutte le culture del passato che abbiamo in noi. Immaginare un modello di società, di capire prima come sarà la società. Sono molto curioso di come andrà a finire, mi auguro di vivere
abbastanza per vedere il futuro. Ci vorrà molta forza, pazienza e curiosità intellettuale di andare a ricercare con attenzione le diverse culture. Capiterà a tutti noi, di avere nella famiglia d’origine persone
che sposeranno altre persone di culture diverse e succederà presto e noi dobbiamo convivere in quanto chi si adegua, sopravvive. Ho grande fiducia verso i giovani, in quanto noto che si sono imposti delle regole, dei valori, riescono a crearsi una loro nicchia. Sicuramente avremo modelli di famiglia diverse, i tradizionalisti come il sottoscritto, avranno difficoltà. Serviranno delle regole chiare.

L’ Occidente, l’Europa, l’Occidente visto come culla della civiltà è smarrito, Oriana Fallaci lo aveva affermato. Una sua visione sull’Europa?

L’Europa affonderà come purtroppo tutto nella vita. Giovanni Paolo II disse:  “l’Europa se non sarà cristiana non sarà.” Purtroppo e non è mai stata veramente cristiana. L’Europa fallirà perché non penso che possa sopravvivere molto in quanto è grande barcone che fa acqua da tutte le parti, si può tamponare. L’Europa è colui che guadagna 100, spende 1000 e chiede soldi allo strozzino. Ogni Istituzione se non ha un animo vero, genuino, puro e proiettato verso il bene comune, non potrà sopravvivere. Per questo stanno crollando tutte le istituzioni. Eravamo abituati a vedere le Istituzioni secolari, perché andavano avanti per forza d’inerzia, dietro dei valori e lavori di qualcuno. Ad oggi tutto questo è più veloce e si perde con più facilità. Il mondo si globalizza e si litiga sempre più in famiglia, questo è in poche parole il fenomeno che si verifica in Europa. Chi vivrà vedrà.

Un saluto a tutti i lettori di Argomenti

La Redazione

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