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Il Grande Lavaggio

di snanis


L’
illustrazione, che mi sono ritrovato tra le mani ordinando la mia collezione di cartoline, mi ha fatto pensare immediatamente allo scenario che tutto il mondo sta vivendo attualmente. Lautore di quest’opera moderna, del 1976, che ha come titolo “Il grande lavaggio” è l’artistafrancese Michel Grangere.                                          

Il pittore, noto per il lavoro associato al musicista, compositore e mago del suono dell’elettropop Jean-Michel Jarre, che personalmente adoro, ha illustrato molte delle copertine di dischi in vinile dei favolosi anni Settanta. Il motivo ricorrente delle tele del maestro transalpino è proprio il nostro pianeta: la Terra in via di estinzione, la Terra come fonte di speranza, la Terra da difendere e da proteggere, in questo momento anche da un virus.

E già, da un piccolo virus che improvvisamente ha rallentato e quasi paralizzato il passo della nostra vita. Perché la vita ad ogni modo scorre, continua a scorrere, ma a un ritmo completamente diverso. La paura ci ha fatto rifugiare nelle nostre case facendoci sentire al sicuro solo all’interno di esse. Questo ci ha permesso di fare ordine negli armadi, di leggere giornali, libri, trapiantare fiori, ballare, cucinare, suonare, cantare, ascoltare musica e probabilmente con il pensiero siamo tornati anche ai ricordi dell’infanzia, quando c’era molto più tempo ed era possibile “sprecarlo” guardando dalla finestra per ore. Viene da chiedersi, èpossibile che stiamo tornando a un normale ritmo di vita? Forse quel mondo frenetico, prima del virus, era anormale? Sicuramente il SARS-Cov-2 ci ha rammentato qualcosa, che siamo esseri vulnerabili e che siamo mortali. Ci ha fatto capire che indipendentemente da quanto ci sentiamo deboli e indifesi, ci sono persone ancora più fragili che hanno bisogno d’aiuto. Ci ha ricordato quanto siano delicati i nostri genitori, i nostri nonni e di quanto questi abbiano bisogno delle nostre cure. Ci ha rivelatoche la nostra mobilità caotica, veloce, rumorosa, convulsa, sta mettendo il mondo in pericolo.                            

Anche se oggi non ci sarà un’estinzione di massa, credo che dovremmo trovare il tempo per chiederci che tipo di persona vorremmo essere domani e cosa cerchiamo veramente. Una cosa è certa, niente sarà più come prima, ma nonostante la tragedia, avremo l’opportunità di poter ripensare alnostro modo di vivere.

Un salto di qualità umanistico ci farebbe indubbiamente bene, perché alla fine, il mondo dopo il Coronavirus potrebbe essere migliore di quello attuale!
Franco Minchella

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