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Il Pensiero di Angelo Chiolle

di snanis


Esponente di spicco di Forza Italia mi sembra francamente eccessivo, direi un promotore impegnato per l
affermazione del nuovo partito negli anni novanta.

Facendo un po’ di cronistoria bisogna iniziare dal processo di decomposizione della Democrazia Cristiana, partito di cui da poco ero parte attiva: erano i primi anni del 1990 quando, sotto una potente azione mediatica si scatenò rincorrendo la magistratura inquirente che rastrellava un manipolo di sospetti di corruzione, un sistema di educande rispetto ai professionisti di oggi, la DC si spezzò in due tronconi, una parte che da sempre guardava a sinistra e l’altra apolide tendente  ad un’area liberale  indefinita. Fu nel 1994 che Berlusconi intuì la necessità di dare corpo organizzativo a quell’area di pensiero. Nel dicembre del 2004, pochi mesi dopo la nascita di Forza Italia fui nominato Coordinatore cittadino su proposta del gruppo di esodati Coordinatore di Forza Italia. Da lì iniziò un lungo lavoro fatto di iniziative, progetti ed azioni politiche nel quale ero chiamato ad interpretare più il ruolo di operaio che di leader, ruolo quest’ultimo che mi fu assegnato solo nel 1999 quando per via del lavoro permanente in retrovia, pochissimi mi conoscevano. Scoprii in seguito che la mia era una candidatura di facciata, io ce la misi tutta eprimeggiai al primo turno delle elezioni comunali con grande distacco dal secondo. Al ballottaggio prevalse quest’ultimo celebrando il rito “la lotta tutti uniti contro le destre”, la solita litania strumentale perché eravamo essenzialmente quelli di prima. Sostanzialmente questoaccadde per un accordo trasversale sovracomunale dei partiti, come sempre solo formalmente nemici, ma sempre inclini alla spartizione del potere ed il predestinato s’impose. Da li da una nostra una presenza in Consiglio Comunale umiliante che vedeva una maggioranza arrogante prevalere sempre contro ogni ragione e buona proposta, a segnare esclusivamente il potere: a nulla serviva opporsi ad una gestione casareccia dei bilanci, a scelte sempre indirizzate a gratificare un certo elettorato e la massa crescente dei voltagabbana.

Feci del mio meglio per impedire la cessione del patrimonio agricolo in Comune di Roma del quale si sapeva la successiva trasformazione ad uso abitativo e tenni duro fino al termine del mandato, poi si sa cosa avvenne. Nel 2004 dopo aver toccato con mano il contesto generale, mi convinsi che il modello cattolico liberale al quale mi riferivo non corrispondeva per nulla alla mia residenza politica e tolsi formalmente il disturbo dedicandomi da lì in poi al sociale con Sviluppo Castelli Romani . Per pura passione ho seguito l’evolversi delle situazioni in particolare l’attività dell’unico amico che ho conservato, quello che ha sfidato per anni con coraggio lo sport preferito dalla politica frascatana: la maldicenza. Mi riferisco a Pietro Ciuffa, uno dei pochi uomini politici che ha stoffa e coraggio, che so con certezza onesto e leale. Questo amico, preciso, non fa parte attualmente del Comitato Civico “Sapere Frascati”.

Ho assistito sgomento alle continue sbandate di Forza Italia vittima del cannibalismo interno ed alla conseguente perdita di fiducia dell’elettorato : peccato era stato solo un bel sogno.

Renzi aveva ne raccolto nel frattempo le spoglie, quelle di un modello ormai decadente social liberale dando loro nuova vita, modello purtroppo sgradito alla Ditta (il PD) che prima se ne è servito per accreditarsi con gli smarriti, poi ha fatto di tutto per spiantarlo convinta di conservare “il malloppo elettorale” nel frattempo acquisito. Il giovane mi piaceva, per certi versi mi somigliava nel pensiero, poi attraverso lui ho conosciuto Calenda altro personaggio di orientamento social liberale nel quale mi riconoscevo.  Per saperne di più, mi sono iscritto alle loro newsletter questo perché le argomentazioni mi sembravano fra loro complementari. Sei mesi fa mi è giunta per posta da Renzi la proposta di formare un Comitato Civico, sentiti alcuni giovani miei cooperatori  ho accolto la proposta pensando di costituire un comitato che rappresentasse un’esigenza fondamentale del presente : sviluppare il sapere civico in tutte le direzioni, in un momento storico nel quale la conoscenza e l’esperienza sono schiacciate dall’improvvisazione diffusa. Mi affascinava l’immaginare per Frascati il ruolo di ”Città del Sapere”  sottraendola dal degrado culturale incombente. Sono sorti in questi giorni con la nascita di Italia Viva altri Comitati civici : formulo a loro l’augurio di un’azione forte in difesa dei valori fondanti della Città, a 72 anni non desidero e non voglio ricadere nell’agone di una politica rissosa ed inconcludente, ma spenderò le poche energie che  rimangono per lo sviluppo sociale ed economico del territorio, formando per quello che posso dei giovani per bene a rappresentare nel concreto e nella forma la dignità smarrita di questa Città. Saranno loro, se lo vorranno, a fare politica. Niente di più e niente di meno. Mi si chiede qual è il giudizio sul governo attuale della Città, rispondo che nella sua azione è perfetta in continuità con il ventennio che l’ha preceduto.

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