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Intervista al Senatore Bruno Astorre

di snanis


Il Coronavirus ha radicalmente cambiato un intero Globo. Stampa e TV sostengono che l’Italia andava “bloccata” molto prima. Come forza governativa e Senatore della Repubblica Italiana, sostiene questa tesi?

Si dice spesso che “del senno del poi sono piene le fosse”, quindi a posteriori è facile dire quello che si sarebbe dovuto fare o potuto fare meglio. La verità è che il mondo si trova per la prima volta ad affrontare un’emergenza del genere e sta lavorando in maniera “empirica”, spesso dovendo fare marcia indietro sulle decisioni iniziali (Macron ha fatto svolgere il primo turno delle elezioni, dovendo poi rinviare i ballottaggi. Johnson inizialmente ha dichiarato la volontà di non chiudere nulla e far sviluppare in questo modo l’immunità di gregge e poi è stato costretto a invertire la rotta). Io penso, vedendo anche la situazione nel centro-sud Italia, che aver bloccato l’Italia – con gradualità – sia stata la scelta giusta.

Come cambierà il sistema macroeconomico?
Io credo che questa emergenza segnerà lo spartiacque tra un mondo di prima e uno del dopo, anche a livello economico. Il mondo di prima, caratterizzato da parametri economici come il libero mercato, i criteri di stabilità ecc… lascerà il posto a un dopo che ricorderà da vicino il dopoguerra. Bisognerà reinventare un sistema economico post bellico, di ricostruzione in cui, come ha detto bene Draghi nella sua intervista, lo Stato dovrà intervenire con decisione.


Purtroppo ancora una volta l’Europa si dimostra divisa. La stessa pacatezza del Presidente della Repubblica, con tono autorevole ha invocato unità all’Europa. La sua visione sull’Europa?

Sono da sempre, per cultura e per tradizione, un europeista convinto e credo che l’Europa sia stata un’intuizione positiva, basti pensare che ha garantito oltre 70 anni di pace in un continente che fino a quel momento era stato costantemente dilaniato da guerre, non da ultime le due Guerre Mondiali. Non posso però sottacere un grandissimo limite, ovvero quello di non essere riusciti (ancora) a fare un’Europa dei Popoli ma solo delle Nazioni: il Parlamento europeo, composto da eletti, ha ancora troppi pochi poteri rispetto ai Capi di Stato e di Governo che sostanzialmente prendono le decisioni. Ha ragione chi dice che questa pandemia è un banco di prova per l’Europa: o si riesce a fare gli Stati Uniti d’Europa, con un cuore grande e solidale, come dice Mattarella, o questo lungimirante sogno di De Gasperi, Schuman e Adenauer è destinato a morire.

Il Partito Democratico risulta crescere nuovamente. Come sarà l’assetto politico dopo il Coronavirus?
Premesso che i sondaggi non sono oracoli e che in situazioni come questa è facile che i consensi si possano trasformare preso in improperi, io penso che gli elettori sapranno premiare, alle prossime elezioni politiche del 2023, le forze che hanno dimostrato senso di responsabilità, non soffiando sul fuoco della paura e della preoccupazione, e di avere a cuore gli interessi degli italiani.

Il Governatore Nicola Zingaretti nonché Segretario Nazionale del PD, continua ad essere criticato sul sistema sanitario della Regione Lazio. Secondo Lei ha commesso errori?
Mi pare che quando si parla di sanità si tenda a dimenticare che la Regione Lazio è appena uscita da 14 anni di commissariamento, durante i quali sono stati necessari molti sacrifici. Così come si tende a dimenticare che la chiusura degli ospedali è stata decisa dalla famosa delibera n.80 dell’era Polverini. Detto questo, a me pare che il sistema sanitario del Lazio, grazie anche e soprattutto all’impegno e alla grandissima professionalità degli operatori sanitari tutti, stia affrontando questa emergenza nel migliore dei modi, tanto da vantare tra le sue fila un’eccellenza nazionale e non solo, come lo Spallanzani. Senza, ovviamente, dimenticare tutte le altre realtà del territorio che si stanno dimostrando all’altezza di una sfida mai vista prima.

Osserva sempre la politica nella città di Frascati, sia da cittadino che da Coordinatore Regionale del PD. Come vi porrete con Italia Viva alle prossime elezioni di Frascati? Sosterrete il Sindaco Roberto Mastrosanti o ci sarà un Vostro candidato?
Io ripeto spesso che la Politica cammina sulle gambe degli uomini e non sono i simboli di partito a cambiare le persone o a determinare o meno alleanze. Su Frascati, come ho sempre fatto in ogni realtà territoriale, accompagnerò e sosterrò le scelte del circolo locale.

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