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Intervista Giampiero Tocca

di snanis

La Redazione di Argomenti ha intervistato Giampiero Tocca. Un uomo dalle grandi doti umane, educato e soprattutto un’imprenditore che attraverso l’etica professionale, cerca di trasmettere il modello aziendale da Lui creato insieme alla moglie Piera. Insieme hanno creato saloni di bellezza ed investito in settori immobiliari. Una figura importante che lo supporta e soprattutto una famiglia legata insieme ai loro tre figli.

Come nasce la Sua passione per l’imprenditoria? Può raccontare i Suoi albori?

Piacevole domanda. In questo periodo ho effettuato un piccolo intervento che mi ha teneuto lontano dal salone per circa tre settimane. E’ stato un modo per approfondire la formazione e riflettere quanto fatto, visto che siamo alla soglia dei 50 anni e su cosa dobbiamo ancora fare.

Iniziai per caso a svolgere questa professione, con il passare del tempo, evincevo la gratificazione e la voglia di apprendere. Iniziai  all’età di 14 anni, con un grande maestro che colgo l’occasione per salutare, Fabrizio Nobili. Iniziai presso la Scuola Decamano con un giovanissimo Fabrizio, allora maestro. Le mie origini sono di Arcinazzo e ricordo con piacere che durante il periodo estivo, andavo dai miei nonni e non essendoci parrucchieri, sia i “nonnetti” che “nonnette”, con affettuosità mi chiedevano se potevo fargli i capelli. (Sorriso…) I cari nonnetti, furono i primi clienti.

Terminai la Scuola ed all’età di 16 anni, il maestro  Fbrizio Nobili mi portò da una parrucchiera presso il Quartiere di Torpignattara. Aumentava sempre di più la passione e la voglia di apprendere e decisi di iscrivermi presso un’Accademia Parrucchieri in Via della Vite. L’obiettivo era sempre migliorarmi. Dopo ulteriore tempo, andai da un altro Parrucchiere, il Signor Umberto. Un grande uomo, grandi doti umane, un salone con 10 unità lavorative. Debbo dire che mi ha insegnato tanto sia a livello professionale che comunicativo. Lo ringrazierò a vita. Grazie al Signor Umberto, all’età di 18 anni mi mandò a lavorare a Rimini per la stagione estiva.

Partii per il militare, tornai dal militare e feci un’esperienza professionale a Londra.  Tornai ed iniziai a lavorare con mio fratello presso Borghesiana. Un’ esperienza di crescita perchè iniziammo a frequentare Accademie londinesi e diventammo referenti in Italia di un gruppo Inglese.L’obiettivo era sempre migliorare. Oggi siamo una realtà con due saloni, 14 collaboratori e questo grazie al seme che viene piantato ogni giorno. Siamo proiettati a crescere facendo bene, trasmettendo i nostri valori etici. Creiamo riunioni con il Team per trasmettere Mission e Vision.

Viviamo una fase economica e di vita dove il Covid ha resettato un intero sistema globale. Cosa significa attualmente fare impresa? Ci sono stati momenti in cui ha pensato di gettare la spugna?

Assolutamente non ho mai pensato di gettare la spugna. Ho sempre creduto nella vita dell’imprenditore e soprattutto ho sempre cercato di approfondire le fasi delle crisi economiche, in un contesto di mercato in continua evoluzione. Attualmente è di vitale importanza trasmettere i valori, i rapporti umani. Noi valiamo in base ai valori che trasmettiamo. Dobbiamo approfondire che ci sarà il 60% di lavori che andranno a sparire ed altri che nasceranno e nuove oppurtunità ci saranno.

E’ riconosciuto come Imprenditore di successo e dalle grandi doti umane. Quanto ha aiutato la famiglia?

La famiglia è fondamentale. Ogni essere umano ha delle esigenze e per me è di vitale importanza la famiglia, sono valori fondamentali. Se non avessi avuto una stabilità familiare, non sarei riuscito a raggiungere determinati risultati.

Mi consenta una battuta. Imprenditori come Donald Trump, Silvio Berlusconi, Flavio Briatore, sono spiriti liberi. Giampiero Tocca è per la famiglia.

(Sorriso…) Ognuno deve riuscire a tirare fuori il meglio di sè stesso in base ai propri valori.

Normalmente è previsto che gli Imprenditori dai 50/60 anni, proseguono a lavorare e poi dai 60 iniziano a raccogliere i frutti. Obiettivi per i prossimi 10 anni?

Sin da piccolo ho avuto l’obiettivi di fare del bene. Per il futuro mi piacerebbe lasciare il segno che possa contribuire ad aiutare il prossimo. Abbiamo l’esempio di un grande podista, Sergio Molinari conosciuto come “La Nicchia” che ha 84 anni e continua a correre. Anch’io sono un podista, amo la corsa e dinanzi a figure come Il Maestro, rimango lusingato perchè trasmettono grandi valori di vita.

Cosa consiglia ai Suoi tre figli?

Mi piace essere un esempio per i miei figli. Dico a loro di trovare la passione in base a ciò che vorranno fare e soprattutto continuare sempre ad impegnarsi in quanto i risultati si ottengono con il sacrificio. Sono contento di avere tre figli con grandi valori e soprattutto, dico loro di rimanere sempre con i piedi per terra, umili e con i sacrifici potranno arrivare ovunque.

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