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Intervista Matteo Santinelli

di snanis

La Redazione di Argomenti, ha intervistato il giovane frascatano Matteo Santinelli, il quale ha una grande passione per il teatro e la recitazione. Giovane composito ed educato, auspichiamo che possa raggiungere gli obiettivi prefissati.

Come nasce la Sua passione per la recitazione?

Nasce dall’incontro con una compagnia teatrale di professionisti che teneva dei corsi amatoriali alla parrocchia di Cocciano. Io frequentavo il terzo anno di liceo scientifico e, per puro divertimento, decisi di iscrivermi. Più frequentavo il corso, più mi accorgevo che il lavoro dell’attore era soprattutto un lavoro di scoperta di se stessi e questo mi ha affascinato sin da subito, tanto da volerne fare un mestiere. E diciamo che mi ci sto avvicinando piano piano: ora sono al secondo anno dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico. Un primo passo verso la professionalità. 

Il settore del teatro è stato colpito fortemente dalla pandemia, come state reagendo?

La situazione del settore dello spettacolo dal vivo è grave. Ad oggi, i teatri sono ancora chiusi e non si sta facendo nulla per cercare di riaprirli. Si pensa che il teatro si possa usufruire con servizi streaming tanto è lo stesso. Non è così: il teatro nasce dal vivo e così deve tornare. L’esperienza dello spettacolo dal vivo è fondamentale per l’essere umano e credo ci sia una piccolissima parte della popolazione a cui il teatro e il cinema manca, ne sono sicuro. 

Ieri c’è stata una manifestazione di molti teatri d’Italia che hanno acceso le proprie luci per lanciare un segnale forte alle istituzioni. Solo per dire: non dimenticatevi di noi! Speriamo funzioni.

Come immagina il suo futuro? Attore, regista o entrambi?

Sto studiando recitazione e mi piacerebbe affermarmi come attore sia a teatro, sia al cinema e in televisione. Però, visto che mi piace molto scrivere e leggere drammaturgia teatrale, sarebbe soddisfacente per me scrivere dei testi e metterli in scena come regista. Chissà, magari più avanti.

Cosa consiglia ad un giovane che vuole avvicinarsi al mondo della recitazione?

Mi sento di consigliare ben poco, essendo io stesso un giovane allievo attore che si sta facendo strada. L’unica cosa che mi preme dire è quella di non pensare all’attore come a qualcosa che porta fama, successo e denaro immediati. Ci vuole amore, determinazione, studio, sacrificio ed essere pronti a tanti “No”. Anche quelli fanno crescere . Insomma considerarlo un vero e proprio mestiere, perché così è.  

Quanto è importante lo studio?

Moltissimo. È un lavoro in cui il talento va allenato. Puoi anche avere una predisposizione naturale per la recitazione (cosa più unica che rara secondo me) , ma se non la coltivi ogni giorno non vai da nessuna parte. È un po’ come un atleta che si allena per la maratona: può avere un talento naturale per la corsa, ma se non si allena tutti i giorni non sarà mai in grado di affrontare la gara.

Domande provocatoria. Se la Sua fidanzata dovesse dirle di scegliere tra Lei ed il teatro, la Sua scelta?

Non ho dubbi, la scelta ricadrebbe su di lei. Se dovessi mettere il lavoro prima di tutto rischierei di perdere di vista ciò che mi circonda. Bisogna mantenere un certo equilibrio tra vita privata e vita lavorativa. L’una influenza l’altra e aiuta a vivere in modo sereno.

Obiettivi per il futuro? 

Innanzitutto diplomarmi come attore in Accademia. Poi, sperando che la situazione del settore dello spettacolo dal vivo migliorerà, sperò di poter lavorare con registi teatrali e cinematografici importanti e, in parallelo, portare avanti dei miei progetti.

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