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Intervista Professoressa Francesca Albanese

di snanis


La Redazione di Argomenti, ha intervistato la Professoressa Francesca Albanese, esperta in enologia, viticoltura ed agraria. Una piacevole intervista dove emerge la passione della Professoressa Albanese per la Sua disciplina e soprattutto per il ruolo di educatrice con i Suoi studenti, così come l’importanza del ritorno al pensiero fisiocratico.

Professoressa Albanese, come nasce la Sua passione per la disciplina nel settore vitivinicolo, enologico ed agrario?

Una passione nata per caso, nel 2001 iniziai ad effettuare supplenze come Assistente Tecnico nei vari Istituti delle scuole di Roma. Ero ambientata nel settore in un laboratorio di chimica. Dopo un periodo di supplenze brevi ed annulai, entrai di ruolo. Venni catapultata dai laboratori di chimica presso una cantina didattica, venendo posizionata nella trasformazione agroindustriale. Ammetto che per me era un mondo completamente nuovo che non conoscevo. Iniziai a lavorare con docenti molto professionali e soprattutto un Docente, mi fece appassionare molto alla disciplina, facendomi venire la voglia di approfondire molto il suddetto settore. Presso la cantina scolastica, attuiamo la trasformazione a 360°, sia nel lavoro che normalmente si svolge in un vigneto, potature, raccolta dell’uva, vendemmia. Seguiamo tuto il processo di trasformazione dell’uva che diventa vino che a sua volta viene imbottigliato seguendo tutta la legislazione vitivinicola. Ritengo fondamentale trasmettere la passione agli studenti e nello stesso tempo, ho girato molte aziende della Regione Lazio, in quanto importante osservare da vicino il lavoro. La formazione è di tale importanza ed a livello personale mi formo costantemente. Ringrazio l’enologo Paolo Peira, uno degli enologi più bravi. Se ho qualche dubbio, mi consulto con Pera (sorriso…). In particolare dovrei lavorare nel laboratorio di chimica e microbiologia, dove si racchiudono le discipline per effettuare le analisi sul vino, sino ad arrivare alla certificazione DOC. In campo microbiologico, ho competenza per la selezione dei lieviti, la preparazione di un terreno di cultura.

Provengo anche da un’esperienza scientifica, avendo lavorato due anni allo Spallanzani, in particolare nella banca biologica dove creavamo cellule del sistema immunitario linfociti che poi andavano presso la virologia.

Il Suo rapporto con gli studenti e soprattutto da insegnate come vede i cambiamenti caratteriali durante questa fase Covid?

Il mio rapporto con gli studenti è molto bello,  non sono una docente che si mette in cattedra in quanto la mia materia è pratica. Ci rechiamo in cantina, facciamo le degustazioni, corsi da Sommelier, approfondiamo la materia in ambito tecnico/pratico. Siamo educatori, non possiamo cambiare il carattere delle persone, dobbiamo anche adeguarci. Cerco di essere amica, confidente, trovare soluzioni ai problemi. Cerco il confronto costante con gli studenti. Ho mandato studenti a fare stage presso aziende esterne o convinto ragazzi ad iscriversi al sesto anno, in quanto nel nostro ordinamento serve per diventare enotecnici specializzati, in quanto figura interposta tra operatore di cantina ed enologo. Ricevere i ringraziamenti degli studenti è piacevole, sono disponibile h 24. Il problema della DAD è un grande problema in quanto non c’è un rapporto diretto con gli studenti e soprattutto la DAD rende tutto più complesso rispetto alla presenza. Svolgiamo lavori nel vigneto, nella cantina e questo in DAD non è possibile. Mandiamo a svolgere anche lavori in campo perchè per gli studenti è prevista una sezione che si chiama PCTO (Percorso Trasversale sull’Orientamento per Competenze) che acquisiscono lavorando in aziende esterne. Purtroppo la situazione Covid sta rallentando il tutto in quanto gli studenti non possono effettuare tali nozioni all’esterno. Tale disciplina agraria, crea molte occasioni occupazionali.

I Fisiocratici sostenevano che l’economia sarebbe ripartita dall’agricoltura. In tale contesto che stiamo vivendo, ritiene attuae il pensiero fisiocratico?

Si, attualissimo perchè la terra ci da ciò che ci serve per vivere e sopravvivere. Se pensiamo che con un pezzetto di terra, possiamo tirare fuori gli alimenti. Esempio, se facciamo un’analisi del terreno, se ci sono le sostanze organiche, utili ai fini di far crescere un frutto ed avere un sostentamento con nessun costo in quanto la terra non costa nulla. Da un seme può nascere qualcosa.

Obiettivi per il futuro?

Non ne ho perchè viviamo un futuro incerto. Vivo giorno per giorno, raccogliendo il meglio dalle giornate e cerco di trasmettere positività agli studenti e soprattutto cerco di far capire l’importanza di questa disciplina che crea occupazione. In un contesto Covid, la terra, l’enoteca, crea occupazione ed è l’importante la conoscenza del sapere nel settore enologo.

Qual’è il vero carattere della Professoressa Francesca Albanese?

Carattere solare, dinamica, forte personalità ed altruista. Essere molto buona, nello stesso tempo è stato fattore di essersi presa gioco di me. Sono molto decisionista ed a volte non va sempre bene…(Sorriso)

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