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Le novità del ministro per i beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli

di snanis

Le novità del ministro per i beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli, riguardo alle politiche tariffarie per gli ingressi ai musei statali italiani.

Iniziative a favore dei giovani per “nutrirli” di cultura

Dal profilo Facebook il ministro per i beni e le attività culturali annuncia i cambiamenti nella politica tariffaria previsti per gli ingressi ai musei statali del nostro paese.

La novità più rilevante, rispetto al passato, riguarda i giovani, mentre i ragazzi fino a 18 anni continueranno a non pagare dal 2019 tutti gli under 25, italiani e stranieri, pagheranno solo 2 euro di biglietto nei giorni in cui non è previsto l’ingresso gratuito per tutti. Scelta frutto della considerazione che “ le nuove generazioni -dice il ministro- dovranno ereditare il nostro patrimonio culturale ed è doveroso metterle nelle condizioni di conoscerlo, amarlo, ritenerlo proprio”.

Altra importante novità riguarderà il numero delle giornate gratuite, non più tutte le prime domeniche del mese, ma saranno fruibili solo le prime domeniche del mese della bassa stagione, da ottobre a marzo con l’aggiunta di un’intera settimana gratuita che nel 2019 sarà nel mese di marzo –la settimana della cultura- saranno, poi, a disposizione dei singoli direttore dei musei altre 8 giornate gratuite che potranno autonomamente decidere di utilizzare in base alle necessità ed ai flussi turistici, anche suddividendo le giornate in fasce orario – pacchetto di 8 giornate di ingresso libero a scelta-.

L’iniziativa del nuovo ministro a sostegno della cultura si riassume, dunque, in un totale di

venti giorni d’ingresso gratuito ogni anno in tutti i musei, così suddiviso: una settimana d’ingresso gratuito ovunque (a marzo 2019), sei domeniche a ingresso gratuito (da ottobre a marzo) e otto giornate d’ingresso gratuito lasciate a discrezione dei direttori dei singoli musei, che potranno deciderle senza limiti di calendario. Facoltà per i direttori di stabilire fasce orarie che consentiranno al pubblico di entrare senza pagare il biglietto.

E’ volontà del ministro dare attenzione ai giovani: se per gli under 18 l’ingresso continuerà a rimanere gratuito, i ragazzi dai 18 ai 25 anni potranno accedere in tutti i musei statali pagando solo 2 euro. “Vogliamo cambiare le cose in meglio”, ha dichiarato il ministro, “dobbiamo far crescere la fame di cultura nei giovani”.

Tuttavia è anche necessario osservare che, senza campagne di comunicazione mirate, la misura rischia di produrre scarsi effetti: “secondo le ultime statistiche culturali dell’Istat, riferite al 2016, il 41,8% degli italiani che nel corso dell’anno non ha visitato neppure un museo, non lo ha fatto semplicemente perché non interessato. Ed è anche interessante rilevare come questa percentuale tocchi le vette proprio nella fascia compresa tra i 15 e i 24 anni: il 47,1% tra i 15 e i 17, il 48% tra i 18 e i 19, e il 45% tra i 20 e i 24. E contemporaneamente, si registrano in queste fasce le percentuali minime di chi non va al museo perché ritiene costoso il biglietto d’ingresso: si raggiungono percentuali del 3,5% (dai 15 ai 17), dell’8,1% (dai 18 ai 19) e dell’8,3% (dai 20 ai 24), contro una media complessiva del 9,4%”. Gli under 18, peraltro, hanno già la possibilità d’entrare gratuitamente nei musei statali, quindi il vero punto della questione consiste nel fatto che i giovani non vanno al museo non perché lo trovano costoso, ma semplicemente perché non ne sono attratti. Dunque, per far venir l’appetito ai giovani, dal momento che intento dichiarato del ministro è quello di far crescere la loro “fame di cultura”, forse è necessario lavorare più sulla comunicazione che sul costo dei biglietti. L’offerta di un servizio gratuito o a basso prezzo non appare, purtroppo, sufficiente a generare una controtendenza. A tutti noi ed al ministro il compito di “nutrire” i nostri giovani di cultura.

L’ignoranza, che nasce anche dal non studiare, in fondo è piuttosto celebrata dalle nuove fonti della conoscenza: tv, web, e social dove conta “l’approssimazione dell’attimo fuggente, il presentismo, e una certa sottocultura dell’apparire che non riconosce valore all’essere”. In questo scenario è necessario intervenire per riportare i ragazzi al giusto interesse verso la cultura e lo studio poichè sono gli strumenti fondamentali per non sprecare il talento, le opportunità, il presente ed il futuro del paese.

Dott.ssa Laura Crisanti

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