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Lettera Aperta di Flavio Pagnozzi

di snanis

Questa volta vorrei parlare di occupazioni di suolo pubblico e pedane, a Frascati…
Ho aspettato tanto per farlo.
Ma ho un ristorante.
E se avessi fatto discorsi “politici” mi avrebbero potuto accusare di essere in conflitto di interessi… se avessi parlato da ristoratore, mi avrebbero accusato di essere polemicamente “di parte”, come infatti qualcuno continua a fare…

Per cui, quando a fine Gennaio l’Amministrazione Comunale – per quanto ne so, unica in Italia, ma se ci sono altri esempi me ne portassero qualcuno – aveva deciso che le occupazioni dovevano essere rimosse nonostante il Covid, mi ero limitato a supportare i miei colleghi di bar, ristoranti e locali, che, a differenza mia, di questa attività ci campano.
Senza neanche mettermi troppo in prima linea… perché non volevo rischiare di danneggiarli nelle “contrattazioni”…
Ma queste mie accortezze, alla luce di quanto ottenuto sinora, devo dire che non sono servite a molto!

Devo dire che all’inizio, in fase di redazione del Regolamento, qualche tentativo di interlocuzione costruttiva, almeno con il Delegato alle attività produttive, in effetti c’era stata…
Ma per il resto, soprattutto per tutto ciò che dal Regolamento esula, ho visto un atteggiamento assolutamente ostile verso un settore che, per come la vedo io, è fondamentale per la vita di Frascati.
Qualcuno dirà di no, ovviamente, ma siamo in moltissimi a pensarla così… anche se molti tacciono, per paura di “mettersi contro l’Amministrazione”.
Paura comprensibile, per chi con questo lavoro sostiene una famiglia… ma visto che io faccio anche altre cose, allora parlo io.
E stavolta se sarò lungo, scusate, ma ho un sacco di cose da dire. 😊

1. i costi.
Capisco che c’è il Dissesto, e ben venga il recupero delle morosità pregresse, ma il buco nelle casse comunali non è che sia dipeso dai commercianti… quindi mi sembra un po’ ingiusto alzare così tanto le tariffe per fare cassa con chi, tutto sommato, in questo periodo ha anche sofferto la carenza di clientela causa covid.
Anche una maggiore equità, sarebbe stata auspicabile.
Chi ha la pedana deve pagare di più, anche se in realtà già si sta accollando i costi di aumentare il decoro dell’area, rispetto a chi non la mette e magari butta i tavolini così alla rinfusa… senza contare poi chi sta in discesa, che alla pedana è praticamente costretto.
Chi sta in zona pedonale paga meno rispetto a chi sta sui parcheggi, anche nella stessa zona a pochi metri di distanza.
Chi ha nel menu 10 etichette del vino di Frascati e ha speso 2000 euro di vino l’anno precedente, ha lo sconto… ok, buona iniziativa per i ristoranti. Ma i bar? I cocktail bar? Magari alcuni a colazione il vino non lo vendono proprio… per quelli lo sconto?
E poi alla fine si scopre che forse andavano bene anche le fatture fino al 31 marzo 2022, ma non stava scritto da nessuna parte…

Ma il punto principale è il quanto!
si parte da 2,5 € al metro quadro al giorno… con coefficienti modificativi da applicare, che a volte riducono l’importo, ma che se stai sulle strisce blu, con pedana, in area di pregio, non fanno altro che aumentare la tariffa.
A stallo di parcheggio, considerando circa 10 mq, viene 25 euro.
Quanto incassa il Comune di Frascati dai parcheggi?
A Frascati in base alle mie fonti (ma anche qui, se ci sono dati più ufficiali ben vengano) ci sono 1200 parcheggi blu, per un incasso annuale di 1.200.000 euro.
Quindi siamo a 1000 euro a stallo, che diviso per 365 fa neanche 3 euro al giorno….
Ora è chiaro che la media del centro sarà più alta…
Ma se in centro fosse anche 25 euro (cosa che non mi sembra possibile) allora per arrivare a 3 di media, mi chiedo, se nelle aree limitrofe qualcuno controlla se pagano i parcheggi!?!?
Perché allora forse il problema è un altro…
E poi, ma quanti parcheggi blu vengono eliminati con le occupazioni stabili? Forse meno di 30…

2. gli orari
l’orario della somministrazione sul suolo pubblico, era stato fissato fino alle 24 nei giorni feriali e all’1 nei giorni festivi da un’Ordinanza della Commissaria nel 2021, ma era periodo Covid e (peraltro) nessuno lo rispettava, per mancanza di controlli.
Visto che il Covid per l’amministrazione di Frascati è ormai sparito, ora sembra ancora più ridicolo che nelle giornate di piena estate, con 30 gradi la sera, magari con un afflusso di clientela anche “turistico”, alle 24 occorra smettere di somministrare, quando molti a quell’ora si sono appena alzati da cena…
I locali avevano chiesto all’Amministrazione di pensare ad un prolungamento.
Magari all’una nel feriale e le due nel weekend, o alle due fisso solo per i mesi di luglio e agosto… associato chiaramente ad un incremento dei controlli, da tutti auspicato!
Anche perché, se poi i costi sono stati di fatto quasi raddoppiati, per molti, anche un’ora in più, permette di ottenere quei ricavi che fanno la differenza e permettono di pagare le casse del Comune, a beneficio di tutta la comunità.
La risposta è stata (ero presente) …“ma dovete capire che la gente la mattina lavora!”
Ora mi chiedo… gli esercenti dei locali, così come i tanti dipendenti degli stessi, cosa fanno a quell’ora? Lavorano o si divertono?
Il loro lavoro ha meno dignità di quello degli altri? Esistono lavori di serie A e lavori di serie B?
Ecco, questa risposta non è accettabile…

Se poi il motivo è un altro, siamo tutti coscienti che a Frascati, come in tutte le città frequentate di sera dai giovani, esiste un problema di ordine pubblico.
Ma come vogliamo risolverlo?
Facendo alzare la gente dai tavolini?
I maggiori problemi storicamente sono avvenuti a locali chiusi o lontani dagli stessi (vedi la zona dei vialoni di Villa Torlonia) e la presenza di tavolini ordinati, associata a quella delle forze dell’Ordine, che da anni vengono richieste a gran voce sia dai residenti che dalla maggioranza degli esercenti (buoni), forse sarebbe anche un deterrente ai disordini.
Per cui chiudere prima è assolutamente un controsenso se il motivo è la sicurezza.
Oppure vogliamo chiudere tutto e spegnere la città?
Forse qualcuno non ricorda cos’era San Rocco un decennio fa… buio, frequentato da tossici.
Ora ci girano anche le famiglie, e il Comune guarda caso la considera “zona di pregio”.

3. La visione della città
E questo forse è il punto più importante.
Da dove discende tutto…
Quando sono state eliminate le pedane, nonostante fosse metà febbraio, il paese si è svuotato.
Non si vedeva più nessuno in giro… né la sera, né prima di cena (dalle 18 era un paese spettrale) e si vedeva meno gente anche ad ora di pranzo, quando andavo a prendere mio figlio a scuola.
E non era certo un caso.
Purtroppo, o per fortuna, Frascati è un paese molto dipendente dall’offerta, chiamiamola “enogastronomica”, dei bar, dei ristoranti, dei locali.
Se non ci sono più spazi all’aperto, per bere qualcosa la sera, prendere un aperitivo prima di cena, o un caffè la mattina, è chiaro che anche i negozi ne risentono, perché basta andare nei paesi vicino e trovare una situazione completamente opposta.
Per non parlare poi della riduzione di affari anche per i fornitori di generi alimentari per la filiera dei bar e dei ristoranti.
E alla lunga si innesta un circolo negativo che può portare danni irreparabili all’economia del paese, che non ha altri settori trainanti oltre a questo.
Esercizi che chiudono, dipendenti senza lavoro, soprattutto giovani, che saranno costretti a fare i pendolari su Roma, così come i loro coetanei, che per svagarsi dovranno prendere le macchine e farsi ogni weekend la Tuscolana di notte, con i maggiori rischi del caso.

Anche queste “rimostranze” erano state fatte presente all’amministrazione, e a detta loro una delle soluzioni al problema era stata “ma vi facciamo mettere i tavolini fuori nel weekend di Vinalia Priora”, venduto come l’evento principe per il turismo frascatano!
Ora, intanto devo spiegare cosa significava, perché in realtà a Frascati non l’ha capito nessuno…
Nei weekend di Pasqua e in quello successivo, si potevano mettere 20 mq di tavolini (qualcuno però ne ha messi 40) se si aderiva all’iniziativa di pubblicizzare un piatto associato ad un vino, in concomitanza di questo evento Vinalia Priora, nel quale si sarebbe celebrato il vino di Frascati, con delle sessioni formative per gli addetti ai lavori e degli “stand” in passeggiata per le degustazioni.
Allora… intanto pure qui, alla faccia dell’equità, perché qualcuno lo sapeva (io ad esempio sì) e qualcuno no.
Chi stava in piano poteva farlo, chi stava in discesa no – perché di pedane chiaramente non si parlava, per cui in termini di decoro sono uscite anche belle schifezze…
Ma quello che mi sento di dire è che un’iniziativa del genere è assolutamente apprezzabile, perché è giusto sponsorizzare il Vino delle nostre zone. Anzi, complimenti alle cantine che negli ultimi dieci/venti anni hanno migliorato la qualità dell’offerta e fatto riemergere il nome del nostro vino.
Ma è questa la sola immagine che vogliamo dare di Frascati?
Delle casette di legno tristissime in Passeggiata che offrono il nostro pur ottimo vino?
Una grafica dell’evento che era vecchia pure per mio nonno?
Va bene sponsorizzare la filiera del vino, ci mancherebbe altro, ma quante persone ci lavorano?
Forse ne lavorano molte di più nella filiera dell’hospitality, dei bar e dei ristoranti… ed è questa che andrebbe prioritariamente tutelata.

Frascati ad esempio ha un vantaggio che tanti paesi della nostra grandezza non hanno…
E non parlo delle bellezze del territorio, delle pur splendide ville tuscolane, ma della vicinanza con la seconda Università di Roma, che si trova a 300 m dai confini del Comune.
Che non solo può portare importanti progetti di sviluppo al nostro territorio (come il SUSA di questi giorni, insieme ai Centri di Ricerca) ma è frequentata da tantissimi giovani di tutta Italia che potrebbero usare Frascati come luogo di residenza e di vita, portando ricchezza alle nostre attività ed esaltando, al contempo, il nome della nostra città per tutta la nazione.
Peraltro, non per fare lo schizzinoso, ma giovani universitari non sono certo giovani “borgatari”, visto che tutti a Frascati vogliamo che ci sia bella gente.

Per cui, qual è la visione di Frascati che ha questa Amministrazione?
Vuole che Frascati diventi come Montalcino?
…peccato che Montalcino ha 5000 abitanti… è lontana dalle grandi città e con il vino, gli agriturismi e i ristoranti le poche famiglie che ci vivono hanno tutte alti redditi.
Io sinceramente se dovessi prendere un modello, invece prenderei magari Urbino, città universitaria piena di cultura, ma anche piena di vita, in cui tutti i cittadini partecipano alla vita economica della città, non solo pochi.
Altrimenti succederà che le classiche famiglie ricche di Frascati resteranno sempre più ricche, mentre tutti gli altri saranno costretti per lavorare a fare i pendolari su Roma, e a Frascati ci dormiranno e basta, almeno finchè potranno permetterselo.
E alla fine, anche noi diventeremo “borgata”…….

Perché ricordiamoci che nel mondo le città moderne, le città ricche, le città turistiche, le città culturali, sono piene di tavolini e pedane… e chi non lo capisce, forse dovrebbe essere un po’ meno provinciale e farsi qualche giro in più fuori da qui.

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