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MARINO ED IL CAOS INCOMBENTE DELLA POLITICA. FABIO MARTELLA SARÀ IL CANDIDATO SINDACO DEL CENTRO DESTRA?

di snanis


Sicuramente la città di Marino necessita di uno studio antropologico dell’uomo, parallelamente all’olismo e capire la metamorfosi della politica, da quando il suddetto Comune veniva visto come un laboratorio della politica, mentre ad oggi vive uno smarrimento completo, privo di visione della città e dove un’ intera classe dirigente vive della Marino del passato, fatta di ricordi.

Centro Destra, Centro Sinistra, hanno rappresentato un’ intera comunità, esprimendo classe dirigente.

Nessuno può disconoscere la capacità politica dell’ex Sindaco di Marino Adriano Palozzi, subito dopo Adriano, non si può disconoscere l’acume politico di Fabio Silvagni.

Cosa è accaduto realmente in questo Comune? Le vicissitudini giudiziarie di Fabio Silvagni ed Adriano Palozzi, hanno resettato un intero sistema politico nel Comune, il centro sinistra completamente sfiancato, dove a Marino così come a Frascati, non muove foglia se il Senatore Bruno Astorre non voglia, non è riuscito a proporre idee e progetti, lo stesso centro sinistra vive di ricordi.

Tale caos, ha portato alla vittoria del M5S che a sua volta non è entrato nel cuore dei marinesi.

Nel vuoto assoluto e nella liquidità di Bauman, si è proposto come Candidato Sindaco della Lega Fabio Martella, conosciuto come ” Rapetta .”

Ad oggi rappresenta la politica del porta a porta, fatta nell’ affrontare problemi concreti e reali, dalla semplice buca, alla perdita di acqua, cura del verde e soprattutto in mezzo alla gente.

Sicuramente la città di Marino necessita della politica del fare, il tempo dei salotti e dei noiosi Direttivi è terminato.

Nessuno può sapere se Fabio Martella, sarà il candidato unitario del centrodestra, sicuramente è un uomo del fare ed in mezzo alla gente.

I due ex Sindaci Adriano Palozzi e Fabio Silvagni, hanno lasciato un vuoto, la politica così come il globo non si ferma e soprattutto la politica non consente di vivere di ricordi, alla nuova classe dirigente, il compito di ricostruire il tessuto culturale di una comunità.

 

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