Home Approfondimenti Culturali MASSIMILIANO DECIANO TRA KUNG FU E COACHING

MASSIMILIANO DECIANO TRA KUNG FU E COACHING

di snanis

La Redazione di Argomenti, ha intervistato Massimiliano Deciano, Maestro Kung Fu ed esperto di Coaching.

Questo Coronavirus, ha cambiato radicalmente il globo e le sue abitudini. Come sta vivendo questa nuova vita?Anzitutto grazie dell’opportunità e un saluto a tutti voi.
Rispondendo alla domanda, ha detto bene, è una nuova vita, abbiamo tutti dovuto rimodulare i nostri ritmi, le abitudini e non è stato facile. Io prendo tutto come una nuova possibilità, così quando è uscito il decreto che imponeva alle palestre di chiudere, ho attivato dal giorno dopo le lezioni all’aperto. Questo non è stato complicato, perché di lezioni all’aperto ne facciamo tante e d’estate soprattutto, i nostri corsi continuano nei prati. Sono stato spiazzato quando la sera stessa che eravamo ad allenarci all’aperto un altro decreto ci impediva di farlo. Due giorni dopo eravamo già online con la prima lezione, credo che siamo stati i primi a credere in questo percorso, anzi, sui social ho visto molti maestri denigrare chi si era attivato, per poi ricredersi.
Ora stiamo aiutando con la ASD Nascosto Tra Le Foglie, tante famiglie, facendo lezioni gratuite ai bambini e anche agli adulti (ovviamente online) e non solo ai ragazzi che erano miei allievi prima di tutto questo.

Come nasce la sua passione per il Kung Fu?
Ricordo di essere sempre stato un appassionato, cercavo di imitare le gesta di Cavalletta (David Caradine) nel telefilm “kung fu” che vedevo con mio padre. Devo dire che non ho potuto iniziare presto il mio percorso in questa disciplina, perché mia madre pensava che mi avrebbe portato ad essere violento, in realtà basta trovare il maestro con gli insegnamenti giusti (una pesca non cade mai lontano dal pesco). La svolta c’è stata quando una sera stavo facendo una passeggiata con un amico ed un’amica e siamo stati accerchiati da un gruppo di ragazzi ubriachi, quel giorno me la sono vista brutta, erano veramente tanti, la fortuna è stata che conoscevamo uno di loro e non ci furono problemi. Così quella sera decisi che non mi sarei più dovuto basare su sorte, avrei dovuto sapermi difendere. E’ cominciato da qui il mio percorso nel kung fu, mi allenavo tutti i giorni, anche quando non c’erano i corsi, poi i miei fratelli di kung fu cominciarono a venire in Villa Torlonia per allenarsi con me e forse lì si è spianata la strada e ho messo le basi per divenire un maestro.

Quanto questa disciplina influisce sulla sua vita privata?
Il Kung Fu è la vita. Io spesso dico ai mie allievi che quando entrano in palestra devono lasciare fuori il loro essere e anzi, ogni giorno devono portare nella vita privata un po’ di ciò che sono in palestra.
Il Kung Fu è una filosofia, se giustamente interpretata. Quindi ti rende migliore.

È un esperto di Coaching. Affinità tra Coaching e Kung Fu?
Mi sono avvicinato al Coaching per caso, ma come dice bene il maestro Tartaruga in Kung Fu Panda: il caso non esiste. Infatti grazie agli insegnamenti del mio amico e mentore Marco Lamacchia, ho scoperto che con le nozioni e le tecniche apprese nel Coaching, posso aiutare meglio i miei allievi, durante le gare, mettendoli nel giusto stato mentale, e anche durante gli allenamenti, d’altro canto ormai grazie alla scienza sappiamo che la fatica e il dolore sono soprattutto fattori mentali, così spesso basta la parola giusta. Fantastica è stata la faccia di un dodicenne mio allievo quando gli ho chiesto che cosa potesse servirgli per avere una migliore performance, quando mi ha risposto la determinazione, attraverso una serie di frasi è diventato una tigre, è salito sul ring e ha fatto la sua grande esibizione. Il padre rimase stupito.

Nel suo futuro, ci sarà un percorso come Maestro Kung Fu o di Coaching?
Maestro di KF lo sono già, mi sono riadattato a fare corsi online, ho dovuto rivedere la mia didattica e lo trovo stimolante.
Il Coaching per ora lo utilizzo con gli allievi che hanno bisogno di un incentivo esterno per migliorare.
Devo dire che non è facile aiutare le persone con problemi gravi e lei sa quale è stato il mio battesimo di fuoco, quando mi sono trovato ad aiutare i genitori di un ragazzo ucciso violentemente: il mio ruolo in questa situazione l’ho capito quando prima di una conferenza stampa in cui si parlava del giovane, della sua morte violenta e del fatto che lui con quel male non ci entri nulla, il padre si è sentito, giustamente, mancare le forze e non ha voluto prendere calmanti per essere lucido. Vista, però la troppa agitazione, mi sono proposto di aiutarlo. L’abbraccio a fine conferenza varrebbe tutto e poi quando giorni dopo ho avuto la richiesta della mamma di aiutare anche lei, ho capito che tutto questo non ha prezzo e non ha fine.
Per chi volesse allenarsi con noi da casa può trovare i miei contatti visitando il sito:
www.nascostotralefoglie.it

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