Home Approfondimenti Culturali Padre Maurizio Fagnani, responsabile Padre Scolopi di Frascati

Padre Maurizio Fagnani, responsabile Padre Scolopi di Frascati

di snanis

Come nasce la sua vocazione religiosa?

Avevo 10/11 anni ed osservando un sacerdote che celebrava la Santa Messa, sentii una voce la quale mi diceva: ” Perché non diventi come lui?” Poi venni a Frascati negli anni 70, a svolgere il Liceo presso l’Istituto di Villa Sora e lo speranzino presso i Padri Scolopi, maturai definitivamente l’idea di divenire sacerdote. Il legame con la città di Frascati è un legame forte, ricordo anche quando con i miei genitori venivamo nelle campagne di Cisternole, in quanto avevamo un pezzo di terra.

La Scuola popolare più antica d’Europa era destinata a chiudere, grazie a Dio rimarrà aperta. Può spiegare il progetto didattico?

Grazie a Dio ripartiremo dalla materna. Sono fortemente motivato anche grazie all’affiatamento tra le maestre. Chiudere una scuola con un Santuario vicino non sarebbe stato giusto. C’è il cuore di tanti frascatani ed i miei superiori mi hanno supportato a tenere aperta la scuola. Siamo venuti qui per riaprire tutto, abbiamo buoni progetti di crescita. Porteremo avanti gli insegnamenti di San Giuseppe Calasanzio, i quali prendeva i più piccolini ed effettuava un percorso di crescita, educarli e formarli. Seguiremo lo spirito Calasanziano.

Padre Zelli continua ad assere amato da tutti. I suoi ricordi?

Se sono scolopio è grazie a lui, il quale mi accolse qui. Allora Padre Zelli era Padre Provinciale. La sua dedizione era costante e nello stesso tempo voglio ricordare anche Padre Pelligrini. Entrambi mi hanno accolto molto bene.

Una società cambiata radicalmente. Bauman affermava : ” viviamo in una Società liquida”, secondo Lei come mai questa forte crisi degli oratori?

Il problema è nella crisi della famiglia. Tra gli obiettivi che mi sono proposto è fare degli incontri con le famiglie e lanciare una “pastorale delle famiglie” in quanto la famiglia è la cellula della società. Le persone hanno bisogno di amore, di riceverlo e di darlo. Gli oratori sono in crisi in quanto c’è una diminuzione delle nascite, le famiglie sono mononucleari.

Filosofi come Bodin, Vico, Maritain affermvano : “La famiglia cellula fondamentale della società”

Si. Anche la Chiesa ha sempre affermato il medesimo pensiero. Ad oggi c’è una volontà nel disgregare la famiglia. La stessa crisi vocazionale dipende dalla crisi della famiglia e di fatto nascono una serie di concause. Dagli anni ’50 c’è una lotta per distruggere la famiglia.

Da chi è partita la volontà di disgregare la famiglia?

Dalla cultura radicale negli anni ’50.

Un suo pensiero sulle figure di Papa Giovanni Paolo II, Papa Benedetto, Papa Francesco.

Sono i Pontefici che nostro Signore ha scelto in queste epoche, il Papa giusto nel momento giusto. Vorrei ricordare anche Papa Paolo VI, il quale fu incompreso ed invece fu un gigante, il Papa della mia gioventù. Papa Giovanni Paolo II fu il Pontefice della sofferenza, ha sofferto molto. Papa Benedetto, un grande teologo, difficile da comprendere in quanto una mente al di sopra del comune. Papa Francesco, sta rivivendo i tempi di San Francesco, il quale si adopera per aiutare i poveri. Ad oggi c’è anche molta povertà spirituale.

Splengler, filosofo tedesco affermava: ” culture antiche scompaiono, culture nuove sorgono” ed evidenziava la crisi dell’Occidente così come Papa Benedetto il quale esortava l’Occidente a riscoprire la tradizione religiosa così come Oriana fallaci.

Nella Costituzione Europea si fece un grande errore, quello di non inserire le tradizioni “giudiaco-crsitiane” perché quelle sono le nostre radici occidentali. Quando si disconoscono le proprire radici, significa tagliarle e quando si tagliano le proprie radice si è morti.

Si parla di sovranismo, Europa dei popoli, ad oggi questa Europa è pronta a riscoprire queste radici o rimarrà un’Europa teconocratica?

Voglio ricordare Santo Giovanni Paolo II, il quale affermava :” Bisogna decidere tra il richiamo della vita e della morte”. L’ Europa sta decidendo di seguire il richiamo della morte.

Secondo Lei la politica non riesce ad essere incisiva. Giovani cattolici non si affacciano alla vita politica. Un suo pensiero?

Rocordo il Padre Gesuita Bartolomeo Sorge, fu mandato in Sicilia, a Palermo e fondò una scuola di formazione politica. Se non c’è formazione, si diventa apprendisti stregoni. Occorre preparazione.

Un ringraziamento per l’intervista.

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