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PAPA FRANCESCO E GLI OMOSESSUALI

di snanis

Che cosa ha detto veramente Papa Francesco nel docufilm proiettato il 22-10-2020 al Festival del Cinema di Roma?

Il Papa, in una serie di interviste raccolte dal regista su temi portanti del suo pontificato (come ad. es. la pandemia, il razzismo, gli abusi sessuali, cambiamento climatico, migrazioni, relazione tra cristiani e mussulmani…), ha detto in spagnolo circa gli omosessuali: “Le persone omosessuali hanno diritto a stare in una famiglia, sono figli di Dio. Nessuno può essere espulso da una famiglia e non gli si può rendere la vita infelice per questo. Quello che dobbiamo fare è una legge di convivenza civile, hanno il diritto di essere coperti legalmente”.

Che cosa afferma la Fede cattolica circa le persone omosessuali?

Ecco, in sintesi, alcuni principali aspetti che la Fede cattolica afferma circa le persone omosessuali, in documenti ufficiali del Magistero della Chiesa. Le persone omosessuali: * hanno il diritto di: • essere rispettate come ogni altra persona: “Devono essere accolte con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione” (Catechismo della Chiesa Cattolica, n.2358); “Ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione e particolarmente ogni forma di aggressione e violenza” (Papa Francesco, Amoris laetitia, 250); • essere accolte nella propria famiglia di origine e nella comunità parrocchiale (per partecipare alla catechesi, ai Sacramenti e in particolare alla S. Messa, alle attività caritative…);

• essere aiutate a “comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita” (op.cit., 250); • far battezzare i loro eventuali figli e educarli nella fede cristiana sostenuti e accompagnati dalla comunità parrocchiale…; * s’impegnano a rispettare il bene dei figli, che hanno il diritto di avere e di crescere con un proprio padre e una propria madre (e quindi non ricorrono nè alla procreazione mediante l’utero in affitto maternità surrogata…e neanche all’adozione, all’affidamento…); * sono chiamate esse stesse:

• alla santità, come ogni altra persona: “Siate santi, perché Io sono santo” (Lv 11,44); “Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt 5,38);

• e quindi anche alla castità: “Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un’amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana” (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2359); * si impegnano pertanto, (come del resto gli eterosessuali), a riservare gli atti sessuali all’interno del Sacramento del matrimonio, e perciò riconoscono che:

• l’atto sessuale ha due significati da realizzare: o unitivo (la complementare donazione d’amore, totale, esclusiva definitiva, del marito e della moglie, finchè morte non li separi) o e procreativo (l’apertura alla procreazione di una nuova vita), o ferma restando la inscindibilità dei due significati: “Salvaguardando ambedue questi aspetti essenziali, unitivo e procreativo, l’atto coniugale conserva integralmente il senso del mutuo e vero amore” (Donum vitae, n. 4);

• “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati” (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2357).

Che dire circa l’ eventuale copertura legale per le coppie omosessuali?

Anzitutto va premesso che tale questione può essere ritenuta di maggiore competenza delle autorità politiche nazionali/internazionali. La Chiesa cattolica sostiene che: • l’eventuale legalizzazione delle unioni omosessuali pone parecchi problemi sia sul piano del diritto e della dottrina, sia sul piano della pastorale ecclesiale (cfr. ad es. il documento della Congregazione per la Dottrina della Fede, Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali, 3 giugno 2003; si veda anche la mia scheda, sul sito diocesano: convivenze, coppie – unioni di fatto: sono da legalizzare?);

• l’eventuale copertura legale per le coppie dello stesso sesso, sia, in ogni caso, ben diversa dal matrimonio (vedasi anche, nel sito diocesano, il file: E’ giusto equiparare il matrimonio ad altro?). E pertanto la Chiesa Cattolica afferma che non ci deve essere nessuna confusione tra “matrimonio” e “unioni civili”, come del resto lo stesso Papa Francesco ha affermato più volte, ad es.;

• nell’Amoris laetitia al n. 251:« Circa i progetti di equiparazione al matrimonio delle unioni tra persone omosessuali, non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia; ed è inaccettabile che le Chiese locali subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all’introduzione di leggi che istituiscano il matrimonio fra persone dello stesso sesso»;

• nel discorso rivolto alla Sacra Rota Romana (22 gennaio 2016): “Non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”.

 

Monsignor Martinelli

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