Home Approfondimenti Culturali SUDORE, PASSIONE, CUORE

SUDORE, PASSIONE, CUORE

di snanis

Pietro Pastoressa e Massimo Compagno raccontano i loro 100 km.

La redazione di Argomenti ha incontrato i due podisti dell’Atletica Tusculum, Pietro Pastoressa e Massimo Compagno, i quali hanno partecipato alla gara del “Passatore”, facendo 100 km. Una piacevole intervista dove da parte di entrambi si evince come una disciplina sportiva possa rafforzare la personalità di una persona, facendola sentire più determinata e soprattutto di come i sacrifici costanti portano  all’ obiettivo. Due persone veramente umane, umili, di una grande semplicità che hanno percorso 100 km evidenziando di come l’Atletica Tusculum sia una società che sa trasmettere i valori dell’amicizia.

Come nasce la passione per il podismo?

Pietro: Non corro da molto, corro da circa 3 anni e la passione è una passione di famiglia che mi ha trasmeso mio padre, il quale è stato un marciatore della Folgore e mio zio che correva. Erano due atleti molto attivi, mio padre era tra i primi 1o atleti nazionali. Ho sempre respirato aria di Atletica. In questi 3 anni, la passione per l’Atletica ha preso sempre più spazio nella mia vita, diventando uno stile di vita.

Massimo: Ho iniziato da 5 anni. Durante il militare, feci il paracadutista nella Folgore e la corsa era una prova prima di prendere il brevetto di lancio. Ho iniziato a correre 50 anni, per combattere lo stress, iniziando per gioco. Ricordo che il primo giorno, nel parco di Villa Torlonia feci 300 metri in quanto venivo dal fumare 3 pacchetti di sigarette al giorno. La domenica successiva, mi ero fissato di aumentare i percorsi e dopo 10 mesi feci la prima maratona di Roma. Ho trovato nella corsa un aiuto sia nel fisico che nella mente, la corsa aiuta a rilassare e soprattutto a scaricare lo stress. Ad oggi non ne posso farne più a meno, se la domenica non percorro i miei 20 km, non è domenica. E’ piacevole affrontare le gare e stare in compagnia con tutti gli amici della Tusculum.

Come avete affrontato dal punto di vista psicologico i 100 km?

Pietro: A livello psicologico ero già pronto, quando un anno fa decisi di correre i 100 km, la preparazione mentale è un qualcosa che già c’è . La preparazione fisica deve essere seguita con particolare attenzione, in quanto richiede tempo, costanza.

Massimo: Era già da un anno che avevo un tarlo nella testa per fare la gare del “Passatore” ed affrontare i 100 km. Non c’era giorno che non pensavo ai 100 km e le gambe tremavano al solo pensiero, combattuto nella mia interiorità. Più mi tremavano le gambe e più aumentava la voglia di farla. Il giorno della partenza la paura era passata.

Nell’ambito del podismo c’è la famosa crisi del podista. C’è stato un momento che durante i 100 km avete subito la crisi del podista?

Pietro: Ho vissuto due momenti, fino al 65 km mi sono sentito come un leone, con la convinzione di arrivare fino fine. Dopo il 65 km gli sforzi sono stati perenni, le crisi mentali si presentano più volte, affrontando la gara con serenità, pensavo alla mia famiglia e soprattutto a mia moglie con mio figlio, pensavo al tempo sottratto per preparare questa competizione ed il loro pensiero mi spingeva al traguardo, perchè in loro trovavo un angolo di pace, arrivando al traguardo.

Massimo: In una maratona, la crisi del podista c’è intorno al 33 km, al “Passatore” è classica la crisi del 65 km, molti ritiri al 65 km ed entra in gioco la testa, dove c’è la voglia di andare avanti, anche camminando e la testa è tutto. Al momento della crisi, pensavo agli amici della Tusculum che mi hanno sostenuto durante la gara, partendo da Pietro, Alessia, Pina, Luigi, Francesco, Andrea, Paola. Ritengo che la Tusculum sia stata una grande famiglia, perchè senza il loro supporto, mi sarei ritirato al 65 km.

Prossimi obiettivi?

Pietro: Sicuramente ci sarà sempre la maratona, vorrò fare quella di Dublino e vorrò affrontare l’ultra Trail che trovo affascinante.

Massimo: Mi affascinano i Trail ma il sogno di qualsiasi podista è andare a New York. Sarebbe bello organizzare un gruppo della Tusculum ed andare a New York.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: