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Un Attimo Lungo Alcuni Secondi

di snanis

Passato da poco Capodanno alla mezzanotte i fuochi d’artificiohanno riempito i cieli delle nostre città con colori e forme diverse.

Ma come riprodurre un fuoco d’artificio in uno scatto? Con la “lunga esposizione”, un tempo di scatto a volte lento, quindi lungo, anche con degli elementi in movimento in modo da ottenere un effetto diverso da quello che vediamo normalmente. Gli elementi fermi e gli oggetti in movimento possono essere fotografati utilizzando tempi di scatto più lunghi del normale affinché non si congeli il movimento. Tutto ciò che è fotografato con tempi più lunghi del necessario viene chiamato “fotografia a lunga esposizione”.

In questo modo, con l’aiuto di un buon cavalletto, si possono immortalare i fuochi d’artificio, con le loro scie e con la loro splendida luce colorata. Il risultato, come dicevo, sarà molto diverso da ciò che abbiamo visto con i nostri occhi, perché la macchina fisserà tutti gli “istanti di vita” dell’artificio, dalla scia di partenza airaggi” che si aprono dopo lo scoppio.

Questa tecnica ha la sua applicazione anche di giorno, per ottenere scatti creativi soprattutto in ambito paesaggistico: l’effetto “seta” dello scorrere dell’acqua, le nuvole in movimento, ecc. Le lunghe esposizioni sono più facili da realizzare dopo il tramonto, o comunque in condizioni di scarsa illuminazione rispetto a al giorno o con soggetti luminosi e questo perché la quantità di luce che entra nell’obiettivo e finisce sul sensore è troppa, ovvero rischia di farci catturare un’immagine troppo “chiara”, appunto sovraesposta. Per questa particolarità ci vengono incontro i filtri che aiutano a ridurre la quantità di luce esterna.

Ecco quindi un altro modo di scattare, ora sta a voi mettere in pratica!

Francesco Marcon

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