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Dignità e senso di appartenenza

di snanis

Nella società moderna in cui c’è stato il crollo delle idee e delle ideologie, purtroppo non si è giunti solo alla distruzione di queste, ma di tutto ciò che tiene insieme una società. Se prima si lottava per un progetto in cui si credeva ed a cui si faceva parte, oggi nel relativismo esasperato, non vi è più un’appartenenza ad un’idea o ad una progettualità: c’è solo un obiettivo che un individuo cerca di raggiungere con i mezzi più facili di cui dispone.

Bisogna pensare a come ritornare ad essere una comunità, ma prima di tutto a come essere individui all’interno della stessa. Uno di questi è il senso di appartenenza alla collettività poiché se si è realmente legati ad un’idea o a un progetto non si può non vivere tale status con la dignità  della coerenza e della partecipazione al progetto stesso. Non va bene non accettare le sconfitte, ma piuttosto bisogna farne un patrimonio per il futuro. Non si può sempre vincere, nello stesso modo in cui non si può continuare a perseguire un disegno quando si è consapevoli che questo vada rivisitato.

Ci troviamo di fronte ad una società in cui per troppe volte ognuno di noi è depositario della verità e proprio per ciò, in molte occasioni, l’opinione pubblica viene strumentalizzata facendogli credere che quella sia la verità assoluta. A questo proposito bisogna meditare sulle democrazia ai tempi della globalizzazione poiché purtroppo i mezzi d’informazione oggi possono variare e viziare un risultato elettorale come possono cambiare il futuro di un popolo.

Vivere con dignità e coerenza un’idea è il senso più profondo di appartenenza alla comunità ma allo stesso tempo è anche il senso per cui si combattono le battaglie, qualunque esse siano: se queste non appartengono a coloro che le combattono, non saranno percepite come proprie nè nella sconfitta nè nella vittoria.

In questa fase di alienazione da idee e progetti perseguibili con determinazione e convinzione, succede dunque che in momenti positivi il gruppo sia coeso ed unito, mentre nelle circostanze più critiche, l’unione da parte di alcuni soggetti venga a mancare, quindi si potrebbe continuare ad appartenere al gruppo ma in maniera dissidente.

Questo non è coerente con le idee che si sostiene di possedere, come non lo è l’ambivalenza di questo governo che con due maggioranze e la fusione a freddo tra chi militava nel centro destra e chi invece si considerava contro la politica, oggi porta avanti degli ideali evidentemente discordanti su molte tematiche. La contraddizione più forte è sicuramente sulla politica estera, come si è potuto notare in questo periodo, quando una parte del governo chiedeva una penalizzazione dell’Ungheria con la sua uscita dall’Europa, mentre i rappresentanti dell’altra hanno votato a favore degli ungheresi. Questo è un chiaro esempio di schizofrenia istituzionale che nei prossimi mesi si riscontrerà probabilmente anche in merito al  documento di programmazione economica e su tante altre vicende. Ciò si verifica quando non vi sono né una progettualità , né delle ideologie comuni. Infatti quando questi fattori determinanti vengono meno, non basta fondere a freddo dei voti, poiché per portare avanti dei progetti, dal piccolo comune al governo del Paese, bisogna essere realmente convinti che ciò che si sta facendo sia la cosa giusta, con la convinzione che l’obiettivo sia lo stesso per tutti. Questo purtroppo non avviene né nei piccoli centri, né in tante persone che invece mirano più al proprio oggetto personale piuttosto che al bene della comunità.

L’essenza dell’uomo è contenuta soltanto nella comunità, nell’unità dell’uomo con l’uomo”. (Ludwig Feuerbach). Interroghiamoci su quali siano le nostre virtù, perchè solo con la conoscenza di queste, potremmo vivere facendo il bene della comunità. Viviamo secondo il bene

Giulia Spagnoli

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