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Frascati l’esempio della (Quasi) Festa dell’Unità 2018

di snanis
Il 9 Settembre 2018 si è tenuta presso Piazza del Mercato di Frascati la (Quasi) Festa de l’Unità 2018. Lo storico appuntamento tuscolano con la Festa del Partito Democratico si è sviluppata in un modo diverso dalle altre edizione, doveva essere quella 2018 la decima consecutiva a Frascati. Non sono qui a discutere i perché e i per come non si sia svolta, nei tradizionali 3 giorni di attività presso la consueta location di Villa Torlonia, in questo caso da venerdì 7 a domenica 9 settembre.
Mi interessa la narrazione che si sviluppata prima e dopo l’evento. La Festa si sarebbe dovuta sviluppare secondo tre giorni di programma, il primo venerdì dedicato ai giovani, il secondo collegato alle celebrazioni dell’8 Settembre e infine la domenica con protagonista il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Tutto ciò che si è sviluppato a colpi di comunicati stampa, posts sui social network e chiacchiere in Piazza è emblematico di quello che è diventata la comunicazione politica sul territorio locale, come sul nazionale. Non conta cosa accade, ma come viene percepito e raccontato: il torto o la ragione sono categorie superate ormai.

Il clima da “derby infinito”, post-ideologico tra chi non capiva le ragioni di concedere Villa Torlonia al Partito Democratico e/o addirittura sosteneva l’idea che la Festa de l’Unità andasse organizzata senza concessione di uno spazio pubblico e chi voleva, iscritti e simpatizzanti del Pd Frascati e non solo, avere il diritto di proporre alla città ancora una volta un’occasione di confronto partitico e tra partiti con l’occasione conviviale in cui si sarebbero inseriti, organizzati dai militanti dell’organizzazione politica, momenti di confronto. E’ interessante analizzare quanto è accaduto: per i primi, e non è solo una questione di appartenenza, l’opinione era trasversale, quelle degli appartenenti del Pd erano alibi per non organizzare una Festa adducendo l’impossibilità di non avere un dialogo con l’Amministrazione. Dall’altra iscritti e simpatizzanti del Pd, ma non solo, si sono mostrati increduli di fronte al diniego di non poter organizzare la Festa. Ripeto non sta a me giudicare dove siano le ragioni e i torti: analizzo solo i fatti e le conseguenze delle opinioni veicolate principalmente dalla rete, che è ormai luogo principe dell’Agorà politico a tutti i livelli. Insomma non conta cosa accade, ma come viene raccontato, percepito: dopo il 4 marzo, ma è un discorso che svilupperò anche nel prossimo numero di Argomenti, è cambiato non solo il quadro politico nazionale, ma il modo di approcciare la politica. E’ un discorso che parte da lontano, ma che ormai impatta anche sul locale, non solo sulla politica italiana ed estera. Il risultato è stato che ognuno è rimasto della sua opinione, il Pd ha organizzato domenica pomeriggio, 9 settembre, la “quasi” Festa in Piazza del Mercato con il Presidente Zingaretti ed un momento di intrattenimento musicale grazie alla Piccola Martini Band, ribadendo l’idea di poter organizzare qualcosa da proporre a Frascati e ai cittadini, tuscolani e non, vista la presenza di persone anche da altri comuni dei Castelli Romani, dall’altra l’Amministrazione e chi, comunque, non approvava il format consueto della Festa ha ribadito che si è potuto organizzare, nonostante tutto l’evento, anche lontano da Villa Torlonia, sottolineando i numeri ridotti di affluenza di persone, soprattutto se paragonato all’evento con Matteo Renzi di settembre 2017. Insomma ognuno è rimasto delle sue opinioni, come se si confrontassero due tifoserie e non ci fossero due visioni della realtà: questa è la politica nel 2018 e con questa, soprattutto per chi fa comunicazione e non solo, occorre confrontarsi.

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