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La Successione del Conto Corrente Bancario

di snanis

Oggi parliamo di: cosa succede quando decede il titolare di un “conto corrente” bancario.

In linea generale diciamo che se una persona decede i suoi eredi subentrano (per “successione”) nel suo patrimonio (“asse ereditario”), costituito da tutte le attività e passività (tutti i beni di cui questi era titolare, e cioè beni immobili, beni mobili, crediti ma anche debiti) e quindi anche dalle somme esistenti sul suo conto corrente.

Ma chi sono gli eredi?

Erede è colui che è “chiamato all’eredità” e l’ha accettata in modo esplicito od implicito. In particolare, una persona può essere chiamata all’eredità in due casi: per testamento, quando il de cuius (il defunto) abbia disposto in vita del suo patrimonio indicando appunto in un testamento chi sono gli eredi e quali sono i beni e/o le quote che spetteranno a ciascuno di essi, ovvero, se non esiste testamento, per legge, e cioè secondo quanto previsto dal codice civile in favore degli eredi legittimi (coniuge, genitori, figli, fratelli e sorelle, etc.)

Cosa devono fare gli eredi quando vengono a conoscenza dell’esistenza di un conto corrente intestato al defunto?

Per prima cosa gli eredi devono comunicare alla banca il decesso del titolare del conto corrente, producendo il certificato di morte e un atto notorio o una dichiarazione sostitutiva ai sensi della DPR n. 445/2000 con i dati degli eredi. La banca a questo punto, per precauzione, “congelerà” il conto in attesa che siano individuati con certezza tutti gli eredi aventi diritto.

Gli eredi sono poi tenuti a consegnare alla banca anche le eventuali carte di credito, bancomat e libretti degli assegni posseduti dal defunto.

Inoltre gli eredi, per conoscerne la consistenza, possono richiedere alla banca il rilascio della “certificazione della consistenza patrimoniale” del de cuius alla data del decesso, contenente la descrizione ed i valori delle disponibilità del conto corrente, titoli, investimenti, libretti di risparmio, etc.

Quando sarà possibile sbloccare il conto corrente e trasferire le somme loro spettanti ai singoli eredi?

Una volta conosciuta la consistenza del conto corrente (e delle altre attività e passività) gli eredi presentano all’Agenzia delle Entrate, entro un anno dall’apertura della successione (e cioè, dalla data del decesso) la “dichiarazione di successione”, dove vengono riportati i dati degli eredi, nonché la descrizione ed il valore dei beni caduti in successione (compreso quindi i dati riferiti al conto corrente) e le quote spettanti ai singoli eredi.

A questo punto gli eredi possono produrre alla banca una copia della dichiarazione di successione, corredata dalla ricevuta dell’avvenuta presentazione, e la banca dopo aver eseguito le verifiche di rito procederà a trasferire sui conti correnti di ciascuno degli eredi le somme di loro spettanza in base alle risultanze della dichiarazione stessa.

Ma sulle somme così ricevute, gli eredi devono pagare la tassa di successione?

In realtà la banca, prima di trasferire tali somme agli eredi, verifica anche che, se dovuto, sia stato assolto il pagamento della tassa di successione relativa al conto corrente.

Roberto Vitali

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